lunedì 13 marzo 2017

SVILUPPO E INNOVAZIONE



L'evoluzione dell'umanità è stata costruita grazie alla curiosità ed alle visioni, concrete e futuristiche, di alcuni grandi innovatori, spesso definiti utopistici sognatori.
Anche il nostro futuro, che mi auguro considererà con maggiore attenzione la SOSTENIBILITA', sarà costruito su vision innovative e fuori dagli schemi.



Visione innovativa, analisi approfondita, razionale pianificazione, sono le capacità indispensabili per competere ed emergere. Capacità non sempre disponibili e che, internamente e/o con supporto esterno, devono essere portate in ogni azienda.



Questo è quanto ritenuto necessario in un contesto economico estremamente attento al futuro, quale quello svizzero, nel quale, la mia persona, per futuri importanti incarichi, oltre ad essere stato valutato per formazione ed esperienza:
  • Plurilaureto, due master, docente universitario e progettista di master universitari
  • Scrittore di libri ed articoli per importanti editori
  • Realizzatore di progetti e software per la gestione e l’automazione, per oltre 1500 enti ed aziende e 6.000 utenze IT professionali. Oltre 30 anni di esperienza, dall’assembler allo sviluppo del software di gestione credito agrario del Credito Italiano
  • Direttore della ricerca in 6 progetti ministeriali
  • Direttore e coordinatore di progetti (sviluppo tecnologico, smart cities) per oltre 100 milioni di euro
  • Membro di comitati scientifici e CDA,  direttore di centri studi, per industrie, enti ed associazioni, del settore
  • Relatore in 92 convegni sui temi tecnologici e di sviluppo
  • Dalle prime attività di ricerca e prototipazione della Domotica, nell’89, alla partecipazione alla progettazione di 45 edifici ed infrastrutture pubbliche, in 4 nazioni
  • Dalla prima esperienza internazionale con lo sviluppo dei sistemi di supervisione e controllo di un complesso acquedotto (92) ai grandi progetti energetici internazionali
  • Direttore e coordinatore di progetti, membro di comitati scientifici e CDA,  direttore di centri studi, per industrie, enti ed associazioni, del settore energetico e della sostenibilità
  • Direttore e coordinatore di progetti di M&A, membro di comitati scientifici,  direttore di centri studi, per industrie, enti ed associazioni, sul tema dello sviluppo ed integrazione
  • Coordinatore e sviluppatore di 140 progetti, per oltre 220 aziende ed enti, di M&A, ricerca e finanza agevolata/strutturata, nell’intero percorso dall’individuazione delle partnership alla direzione delle fasi esecutive
  • Settore bancario: valutazione ed istruzione pratiche di finanza agevolata e strutturata
  • Amministrazioni pubbliche: valutazione di 95 progetti in tema tecnologico e ricerca
  • Membro di albi esperti (MIUR e Commissione Europea)
  • CTU presso tribunali

è stato sottoposto ad un test di Emergenetics




ed un approfondito esame psicologico, da cui emerge quanto segue:


Michele esprime una motivazione dominante rivolta al miglioramento costante della propria prestazione e al raggiungimento e superamento di standard di performance.
Con motivazione si intende letteralmente “ciò che spinge all’azione”: per lui infatti il bisogno che sente più impellente, e quindi cui dedica più risorse ed energie, è proprio quello dell’ideazione e della realizzazione di progetti professionali innovativi ed originali.
Michele mostra infatti altissimi livelli di orientamento al risultato, si impegna al miglioramento continuo di sé e del suo lavoro. Studia, approfondisce e si adopera con energia e passione per acquisire tutte le conoscenze che ritiene utili per completare il bagaglio teorico.
Si assume rischi calcolati, valutando attentamente le possibilità di riuscita dei progetti e non teme di mettere in gioco risorse ed energie per portarli avanti.
Un sorprendente spirito di iniziativa, unito ad una spinta costante all’innovazione han fatto sì che Michele intraprendesse una enorme varietà di progetti, coinvolgendo un numero sempre più ampio di interlocutori diversi. È brillante, intuitivo e veloce.
La sua struttura cognitiva, rilevata dal test Emergenetics® che analizza le preferenze di pensiero, conferma appieno. Mostra un profilo trimodale, con preferenze, allo stesso livello, per il pensiero analitico, concettuale e sociale. Rispetto alla popolazione mondiale, per altro, Michele si colloca al massimo livello di preferenza in tutti e tre gli stili di pensiero.
I suoi processi cognitivi sono quindi al contempo teorici e visionari (pensiero concettuale), ma anche rigorosi e logici (pensiero analitico) e concreti e relazionali (pensiero sociale).
Anche durante l’intervista emerge una costante predisposizione alla scomposizione dei problemi e alla valutazione di tutti gli elementi che lo costituiscono, che ben si unisce a una capacità di sintesi, ovvero di cogliere gli aspetti davvero rilevanti delle situazioni e di raccontarli in modo coinvolgente e affabile.
Coniugando insieme tutte e tre le preferenze, Michele ha sviluppato una professione da “project manager” in cui è stato protagonista dalla fase di ideazione fino alla completa realizzazione delle idee.
In questo senso dimostra anche buona organizzazione del lavoro, e un alto livello di flessibilità operativa, intesa come capacità di gestire il cambiamento, di rispondere agli stimoli, di essere aperti a nuove idee.
Questo aspetto è confermato anche dal test Emergenetics®, che lo pone al massimo grado di flessibilità.
In tale ruolo si è trovato ad interagire, e a dover coinvolgere, con numerosi interlocutori differenti. Michele tende a guidare gli altri utilizzando unicamente le sue competenze e facendosi forza delle sue esperienze, scegliendo così di puntare su una leadership tecnica.
Non riesce però a coniugare questa con una leadership più carismatica. Nonostante sia un ottimo oratore, appassionato e coinvolgente, come, nuovamente, conferma il test Emergenetics®, che lo colloca al massimo livello anche di espressività, non si adopera per convincere e persuadere chi esita nel seguire il suo progetto.
Usa infatti come unica tecnica di influenzamento l’utilizzo di dati e informazioni. È il progetto in sé che deve essere scelto e seguito, non lui come persona. Questo aspetto, che fa di Michele una persona integra ed eticamente coscienziosa, potrebbe però a tratti penalizzarlo: questa tecnica infatti non risulta essere efficace con tutti i tipi di interlocutori.
Allo stesso tempo però ama lavorare in team, da cui trae spunti interessanti e con cui si adopera per un confronto concreto e reciprocamente utile. Il suo alto livello di flessibilità infatti indica una disponibilità ad accogliere i pensieri e le opinioni altrui.
In questo senso ha saputo negli anni costruire e mantenere un buon network: si è inserito in contesti lavorativi variegati riuscendo a coinvolgere enti e strutture interessanti e prestigiose.
Nonostante possa vantare un’ampia e ricca rete di relazione però, Michele non è abile nel valorizzarla e chiedere ad essa l’aiuto necessario. Anche in questo caso, infatti, coinvolge i contatti che ritiene utili per confrontarsi e portare avanti progetti tecnici e specifici, ma non per chiedere supporto professionale e personale.
La leadership tecnica emerge non solo quando si trova a coinvolgere altri interlocutori in un progetto ma anche quando deve gestire collaboratori diretti. Li coinvolge e si adopera per la loro crescita ma non sempre si mette nei loro panni per comprendere a fondo le loro esigenze e aspirazioni.
Questo approccio non è dovuto a una scarsa capacità di comprensione dell’atro. Michele sembra infatti abile nel conoscere e capire i suoi interlocutori (la sua capacità di analisi si riflette anche nel saper valutare a fondo il funzionamento delle persone con cui interagisce), caratteristica tipica di chi mostra un profilo trimodale. La peculiarità di tale profilo infatti è la capacità di capire gli altri modi di pensare e di capire tutti i diversi
approcci cognitivi. In questo senso Michele comprende appunto il “funzionamento” dell’altro, ma non sviluppa l’empatia necessaria per valutare a fondo ciò che l’altro sente e prova, cosa è importante per lui e quali sono le leve da utilizzare per indirizzarne il comportamento.
Sembra infatti non essere particolarmente interessato a modulare il proprio stile di comunicazione in base all’interlocutore, “illudendosi” che tutti pensino, analizzino e ragionino come lui.
Questo aspetto pare essere in contraddizione con la motivazione “power” che, insieme all’achievement, è predominante in lui. La motivazione al potere sembra prendere forma quasi unicamente nel desiderio di vedere riconosciuto il proprio lavoro e quindi la propria persona. Questo potrebbe essere il motivo che lo porta da un lato ad esercitare una leadership prettamente tecnica e a non usare strategie di persuasione, e dall’altro a non utilizzare il proprio network a “fini personali”. Desidera infatti venire riconosciuto per le
proprie competenze e per la bontà dei progetti, e non per caratteristiche e tratti personali.


Questo lo spirito, per chi crede nella propria azienda, che grazie anche ad un'opportunità offerta dal governo italiano, mi ha spinto ad attivare organismi internazionali (italiani, svizzeri e belgi) per supportare concretamente l'innovazione e la competitività delle aziende, consulenti ed associazioni italiane.





Non costi per consulenze ma risorse economiche per le aziende, ed in parallelo:
  • Edilizia 4.0
  • Industria 4.0
  • Brevetti
  • M&A
  • Internazionalizzazione
  • Logistica e riorganizzazione strutture e personale
  • Webmarketing
  • Ricerca e sviluppo
  • Progettazione fondi nazionali ed europei
  • Efficientamento ed innovazione processi
  • Innovazione prodotti ed integrazione tecnologica
  • Ricerca partner finanziari e finanziamenti pubblici

ma anche fornire ai vostri clienti i vostri servizi/prodotti con gli stessi vantaggi anche per loro, quindi immediate e concrete opportunità di business.

Difatti la legge ammette costi relativi alle seguenti attività:
- lavori sperimentali o teorici svolti per l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o usi commerciali diretti;
- ricerca pianificata o indagini critiche, per acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale; - acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati;
- attività destinate alla definizione concettuale, pianificazione e documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi;
- elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, inclusi gli studi di fattibilità, purché non siano destinati a uso commerciale;
- realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida;
- produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

L'Innovazione può essere prodotta solo da visioni futuristiche, concretamente sviluppate da staff competenti, anzi direi eccellenti.
La maggiore ostatività è sicuramente legata alla paura del nuovo, ma molto spesso dalla paura di dover aver fiducia nei partner e componenti dello staff.
L'inventore della ruota ha sviluppato autonomamente la propria vision, con pochi attrezzi. Ma oggi l'innovazione delle stesse necessita di esperti specializzati in una pluralità di materie (chimica, aerodinamica, meccanica, ecc.), sarebbe inimmaginabile che nel progettare una nuova ruota, con materiali innovativi, il chimico attendesse di laurearsi in meccanica, aerodinamica, ma anche in economia e commercio, in quanto dovrà valutarne la fattibilità. Anche immaginando questa assurdità, la genialità del chimico sarebbe livellata in basso dalla mediocre cultura nelle atre materie.
Questo, putroppo è quanto limita l'innovazione in un mondo competitivo ed in continua evoluzione.
La lenta diffusione della Domotica, come rilevato dalla ricerca condotta nel 1999, con il Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica (MURST), è stata frenata da due fattori fondamentali, che hanno impedito alle aziende italiane di emergere:
  • la mancata collaborazione tra aziende che eccellevano nella produzione di un elemento (antintrusione, informatica, elettromeccanica, ecc.), per arroganza e carente fiducia nel possibile partner sinergico;
  • la paura, da parte degli architetti, di perdere l'immagine di "deus ex machina".
Criticità simili possono essere rilevate in ogni ambito.

Uno staff che innova deve condividere la vision generale e demandare, valorizzando le eccellenze, ai membri. Membri di uno staff che non temano di confrontarsi e che concentrino la loro attenzione sul miglioramento delle proprie specifiche competenze, senza puntare ad una egocentrica tuttologia.


Questo individualismo, basato sulla limitata fiducia, è il principale limite allo sviluppo, in organizzazioni piccole e medie, particolarmente evidente nei paesi di cultura latina e rurale.

Chiudersi nell'individualismo e decidere di perdere competitività è solo una scelta, rendendo ingiustificata ogni lamentela legata ad astratte giustificazioni ma riconducibile esclusivamente alla mancanza di VOLONTA'.

 

                                                     Piano prof. Michele
                                                     m.piano@laboratoriosostenibilita.ch