lunedì 12 giugno 2017

INNOVAZIONE E SVILUPPO NELLA FILERA ITALIANA DEL BIOLOGICO per un'ALIMENTAZIONE SANA

Un'opportunità di crescita e sviluppo per i coltivatori e trasformatori di prodotti Biologici, che credono nella loro attività.

Il Laboratorio della Sostenibilità Svizzero ha in corso un progetto Interreg (Italia – Svizzera) relativo al tema dell'alimentazione denominato SAAB e di gestione delle aree verdi denominato BOSCHI 4.0.

Produttori e trasformatori di alimenti biologici, i quali operano sul mercato puntando tutto sulle elevate caratteristiche di qualità delle proprie produzioni, sono spesso ambasciatori di culture e tradizioni agro-alimentare antiche legate a doppio filo al territorio in cui operano.

Nelle loro attività agro alimentari sopravvivono elementi di cultura materiale dai quali hanno estratto grandi insegnamenti e di cui si trova, spesso, traccia nei propri prodotti.

Purtroppo si tratta di aspetti e valori con i quali non sempre, tali produttori, trattengono in maniera continuativa e strutturata legami di memoria. Il “come una volta”, sempre più visto dalla narrativa salutista come un valore positivo, ha necessità di visibilità, condivisione e supporto.

Ecco dunque affacciarsi un'opportunità di consapevolezza, crescita e sviluppo per i soggetti della filiera bio che sentono di dover restituire al passato quanto di “buono, nutriente e sano”, attraverso un’iniziativa, completamente gratuita per chi vorrà aderirvi, promossa nell’ambito del programma di cooperazione transfrontaliera INTEREG (http://www.interreg-italiasvizzera.eu/), organizzata dall'Unione Europea e la Confederazione Svizzera, attraverso il progetto SAAB , promossa dal Laboratorio della Sostenibilità Svizzero.

Questa importate fase di “scouting” di aziende bio, aperta a tutti gli operatori del settore, sarà promossa e sostenuta anche da associazioni, quali ITALIABIO.


“Un’economia nella quale il cibo biologico è l’evidenza della capacità di gestire e di conservare un territorio e le sue risorse, ovvero della capacità di fare agricoltura, ma anche di costruire nuove e più giuste relazioni sociali. Un cibo biologico che diventa strumento ed espressione di una buona alleanza tra gli agricoltori e i consumatori, un’alleanza per coltivare gli interessi comuni e per condividere i frutti della terra.”

Il progetto si pone anche un obiettivo ulteriore: riesumare le ricette legate al territorio dei nostri avi! Cioè risolvere, efficientemente ed efficacemente, l'evoluzione sociale del mondo in cui viviamo, con tempi e materie prime, spesso incompatibili con una sana alimentazione, per cui emerge la necessità di reinventare una nuova cucina basata su millenni di esperienza umana, nel pieno rispetto dell'ambiente del corpo umano, che saranno oggetto di convegni e pubblicazioni, in Italia e Svizzera, nonché piattaforme telematiche e di internazionalizzazione, in cui saranno presenti tutte le aziende produttrici..

La cucina tradizionale, coniugata alla componente bio dei produttori, apporteranno il loro know how nella definizione delle ricette. Da qui il coinvolgimento e lo sviluppo di una rete d'eccellenze italiane da coinvolgere nelle aree di ristoro, ove sarà possibile degustarli (enoturismo). Inoltre, le aziende saranno assistite gratuitamente in un progetto, condiviso con l'Università del Piemonte Orientale, finalizzato allo sviluppo delle seguenti attività, che saranno valutate con ogni azienda:


  1. Innovazione strutturale e nella coltivazione. Tecnologie verdi, sostenibilità e cultura dell’innovazione per competere nella green economy:
    1. Innovazione del ciclo produttivo in ottica “Industria 4.0”
    2. Innovazione nella coltivazione. L'agricoltura da fitofarmaci non è più sostenibile per ragioni legate ad ecologia inprimis ed economiche poi, anche se tendenzialmente il produttore può cadere nell'errore di invertire i due fattori. Sentenza ancor più vera se rapportata alla situazione italiana dove la pezzatura media dei campi è di otto ettari per tipologia di coltura e dove si deve perseguire una produzione d'eccellenza di quei prodotti che rappresentano le eccellenze italiane; prodotti che vedono il loro futuro più roseo o rosso rubino, se preferite, nella filiera del biologico e del biodinamico. Per fare a meno di fitofarmaci senza intaccare certezza e quantità del raccolto dobbiamo diventare PREDITTIVI. L'analisi di tre principali big data utilizzati in agricoltura che sono NDVI, Infrarosso e fotogrammetria è in grado di predeterminare in modo scientifico l'andamento della coltura, minimizzando fino ad azzerare l'utilizzo di fitofarmaci, con conseguente ripristino dell'humus depauperato, eliminazione di residuo fisso sui frutti e nelle falde acquifere, oltre al tendenziale riequilibrio della produzione di anidride carbonica, vitale per il pianeta. La piattaforma software, oggetto della ricerca applicata, permette di integrare i Big Data con le analisi agronomiche e le rilevazioni tecnologiche (sensori/droni)
  2. Attività di marketing ed internazionalizzazione congiunte.
  3. Partecipazione a centri di degustazioni sul territorio italiano ed internazionale.
  4. Creazione di un centro distributivo in svizzera ed in paesi UE ed extra UE in cui sarà valorizzato, e remunerato, il personale qualificato dei produttori BIO.




Il progetto è aperto a tutti gli operatori della filiera alimentare, tra i quali i produttori vitivinicoli artgianali impegnati in produzioni d'eccellenza che, con il supporto di sommelier dell'AIS, parteciperanno alla selezione di vini nati per essere il naturale abbinamento alle tradizionali ricette.

Anche per loro sono previste le iniziative, integralmente finanziate, per la loro Innovazione ed Internazionalizzazione.

Si sottolinea infine che i progetti sono integralmente sostenuti da fondi pubblici e non è previsto alcun costo per i partecipanti, il cui impegno rientra tra le attività finanziate.

Nel progetto INTERREG SAAB intervengono una pluralità di Partner, alcuni direttamente ed alcuni a supporto indiretto del progetto, tutti impegnati da anni nello sviluppo di tecnologie e materiali.

Di seguito vengono riportati gli attori coinvolti in questo progetto, e nel processo di innovazione, schematizzati per AREE e SETTORI (WORK IN PROGRESS):

AREA AMMINISTRAZIONE E COORDINAMENTO PROGETTO
- Laboratorio della Sostenibilità - Business Processing Engineering Sagl - Paradiso (Svizzera)
- Novareckon srl, Spin off Accademico dell'Università del Piemonte Orientale - Novara (Italia)
JuiceMediaCloud (Svizzera)
attività logistiche di coordinamento progetto e supporto all'incubazione
             
AREA TECNOLOGICA
- Business Processing Engineering in partnership con le industrie dell'automazione partner del Laboratorio della Sostenibilità (Svizzera - Italia)
- Ecoarea

AREA NUTRIZIONALE
- Università degli Studi di Milano BICOCCA
Definisce un modello utente usercentrico che partendo dai dati sensoriali, dai dati comportamentali dedotti e dichiarati, dal profilo medico utente, fornisce di stato di rischio secondo criteri di IA, un diario comportamentale dietetico, una predizione sulle strategie di comportamentali più adatte e verifica i modelli predittivi e le azioni realmente intraprese dai pazienti, collaborando col partner.
I modelli sono definiti, validati e testati in collaborazione coi partner, i modelli medici e il test pilot con i pazienti sono definiti dai partner e con i partner medicali, i pazienti vengono fornititi dai partner medici, il setting e il materiale per il pilot è fornito dai partner medici e industriali, l’integrazione dei modelli nel prototipo è a cura dei partner industriali ICT e elettronici.
WP 1 Modelli Utente, modello dati, modelli di rischio :
attività: definizione del Modello User-Centric che ponga il paziente e le azioni di adattamento dietetico, la sua risposta effettiva alle prassi indicate con le sue effettive capacità di coping, al centro del modello.
Scopo delle fase 1: i) definizione e verifica dei modelli sensoriali IoT, dei modelli comportamentali effettivamente profilabili, definizione del profilo farmacologico del paziente in collaborazione coi partner medici; ii) definizione di un modello di rischio multidimesionale e iii) definizione di modelli predittivi validati utilizzabili nella seconda fase di progetto
Output delle fase 1: profilo del paziente, modello di rischio, modello medicale, definizione del modello predittivo
WP2 Fase 2: Predizione e Modeling avanzato
Scopo fase 2: Verificare il modello di predizione, verificare la istanziazione di un diario dietetico valido efficace, le interazioni col paziente, l’effetto delle possibili azioni di adattamento del paziente .
Output delle fase : verificare l’implementazione dei modelli di fase 1, e verificare le prassi e le azioni efficaci in conformità con gli scopi di progetto.
- Nutrisalus, dr. Vaghi Fabrizio, staff nutrizionale del Cardiocentro-Università di Zurigo
Consulenza nutrizionale, educazione alimentare e sensibilizzazione alla salute. L’obiettivo primario di NutriSalus di Vaghi Fabrizio è quello di promuovere la salute attraverso un training nutrizionale, nutraceutico, fisico, emozionale.
AREA TRASFORMAZIONE PRODOTTI ALIMENTARI E CONFEZIONAMENTO
- Conbio gruppo Granarolo
- Ecoarea

AREA PRODUZIONE AGRICOLA
- Battioli, produzione riso

AREA PRODUZIONE PRODOTTI FREDDI E GELATI

AREA VITIVINICOLA
- Sommelier arch. Valeria Cordeddu
selezione vini artigianali
- Piccoli viticoltori artigianali dell'intero territorio italiano (Italia)

AREA COORDINAMENTO TECNICO e DIVULGAZIONE
- ITALIA BIO (Italia)
coordinamento aziende produttrici e distributrici di prodotti biologici
- RISO ITALIANO - Paolo Viana Comunicazione
coordinamento aziende della filiera del Riso
- ECOAREA

AREA PROGETTAZIONE TECNICA ED INNOVAZIONE INDUSTRIALE

AREA PIATTAFORME TELEMATICHE

             SETTORE BIG DATA
- Università degli Studi di Genova
supporto  per la messa a punto di metodologie e tecnologie per l’analisi dati e l’estrazione delle
informazioni dai Big Data.
- Big Data Tecnologies, Milano (Italia)

AREA CONSULENZA AGRONOMICA

AREA PRODOTTI PER L'AGRICOLTURA

AREA FITNESS

AREA COMUNICAZIONE E DIVULGAZIONE


- RISO ITALIANO - Paolo Viana Comunicazione
- ECOAREA Better living, Rimini (Italia)
- Mediaconsult SA - Lugano (Svizzera)
- Università degli Studi di Milano BICOCCA
Disseminazione in eventi SAAB e eventi scientifici progettuali e post progettuali.
output: eventi e disseminazione in eventi organizzati dal consorzio, negli eventi di settore, e nelle conferenze scientifiche di settore.


Un ruolo di particolare rilievo avrà la comunicazione sui media del progetto, sia al momento del suo decollo che in corso d’opera ed ovviamente nei momenti chiave di concreta realizzazione e completamento. La comunicazione oggi svolge una funzione che travalica gli obiettivi d’informazione e visibilità, ma ha raggiunto una fase in cui i media da Persuasori occulti, per citare la nota opera di Vance Packard, sono diventati convincenti persuasori, trasparenti e penetranti in maniera massiccia, capillare e pervasiva. A questo si aggiunga che, ove gestita con competenza, esperienza e visione, la presenza sui media conferisce credibilità e autorevolezza al soggetto/progetto di sui si scrive e parla. Con una campagna di comunicazione ragionata e misurata, secondo il costume e il modus operandi di Mediaconsult SA, definita dal Corriere della Sera la più autorevole agenzia in Ticino, il Progetto potrà acquistare un ‘peso specifico’ particolarmente consistente, pur proporzionato alla sua realtà di fase sperimentale, che si tradurrà in benefici di notorietà e di marketing anche per i vari Partner coinvolti.


Per esprimere il vostro interesse all'iniziativa:




lunedì 5 giugno 2017

ROMANIA – a future for Italian business



 

La Romania, una importante opportunità


Edilizia, Impiantistica, Energetica, sono solo alcuni dei temi a cui la Romania è molto attenta e le Imprese italiane possono esprimersi al meglio, per opere piccole, medie e grandi, finanziate dall'UE

Riorganizzazione del ciclo produttivo. Efficientare ed innovare le proprie produzioni significa, anche, cogliere le opportunità offerte da aree

La crisi ci insegna a gestire il futuro e non a chiudere l’azienda

Ecco come i finanziamenti europei consentono di conquistare
i grandi mercati lontani


Far sopravvivere e far crescere la propria azienda vuol dire organizzarsi, guardando con attenzione i modelli adottati dai competitor, nazionali ed internazionali. Il valore delle produzioni italiane non potrà essere tutelato esclusivamente da barriere e tutele. Garantire il futuro della propria azienda, e dell'Italia intera, sarà possibile solo attraverso la sua organizzazione in un mercato globalizzato. Quindi per far crescere la propria azienda italiana, favorendo il suo mercato, l'occupazione qualificata, occorre innovare i prodotti ed organizzare la produzione in modo efficiente, valorizzando la localizzazione di alcuni cicli produttivi in aree supportate da finanziamenti UE, che possono giungere al 70%, e costo del lavoro ridotto. Modello adottato dalla totalità di operatori internazionali competitivi.
La Romania risulta acor più interessante per le opportunità di lavoro sulle infrastrutture pubbliche, approcciabili dalla singola impresa, in rete e/o supportati dalle imprese già presenti in Romania.
Un percorso che potrebbe essere analizzato e progettato senza alcun costo, grazie al supporto del Laboratorio della Sostenibilità ed i partner Universitari.

Il programma d’innovazione e ricerca messo in atto in collaborazione con le Università, offre alle aziende italiane la concreta e immediata possibilità di sviluppare un progetto d’internazionalizzazione, attraverso la valutazione delle potenzialità aziendali, le necessarie correzioni e l’individuazione e studio di potenziali mercati e modelli organizzativi.
Tutte le attività ed i supporti, tutti i costi di verifica e gestione sperimentale dei primi 12/24 mesi (costituzione, amministrazione, domiciliazione, segretariato, ecc.) negli spazi ed infrastrutture messe a disposizione dal Laboratorio della Sostenibilità, ma anche l'approntamento di progetti infrastrutturali e la partecipazione ad appalti, incluso le attività di merging necessarie saranno integralmente finanziati.

Italian business traditions
Dopo la seconda guerra mondiale, le aziende italiane hanno beneficiato di condizioni favorevoli per sostenere la crescita grazie agli aiuti internazionali e nazionali, a tutti i livelli istituzionali e finanziari. In queste circostanze, le iniziative private e collettive hanno potuto esprimersi liberamente, ma in un contesto competitivo. Il risultato è che i prodotti Made in Italy sono diventati un riferimento internazionale per la qualità e il design.

Marchi e prodotti italiani sono stati esportati in tutto il mondo, attraverso un modello che prevede la progettazione e l'amministrazione aziendale localizzata in Italia. Non era lo stesso con le unità produttive. Anche se inizialmente la produzione è stata sviluppata in impianti italiani, approfittando dei finanziamenti nel SudItalia, in seguito le unità produttive sono state organizzate o distribuite in paesi con costo del lavoro contenuto, spesso, non considerando il potenziale mercato di quei paesi, ma esclusivamente l'efficienza dei costi.

Dopo la crisi economica internazionale, che ha inizio alla fine del 2008, le aziende hanno registrato una significativa diminuzione del loro business, dovuto al crollo della domanda ed all'approccio conservativo di futuri progetti di sviluppo, sia a livello pubblico che privato. Ancora più evidente in Italia.

Oggi le economie ed i mercati nazionali ed internazionali cominciano a riprendersi. I livelli produttivi aziendali, quali erano prima del 2008 non saranno raggiunti con la stessa velocità con cui sono crollati. Ma bisogna considerare che i player sono ancora lì, aspettando le opportunità.

In queste circostanze, le società italiane non dovrebbero solo essere destinate ai mercati esteri, ma essere "dentro" i mercati esteri. Questo è il "must" per la sopravvivenza!

È evidente che una delle aree promettenti per le imprese è, almeno per il momento, individuabile nei mercati emergenti nell'Europa orientale, Medio Oriente e Africa (EEMEA). Ci sono risorse e potenzialità di ricchezza, ma non ci sono sufficienti esperienze e competenze in ingegneria, produzione e gestione aziendale. Le aziende italiane hanno tutte queste abilità. Occorre considerare che se le aziende italiane sono in grado e pronte ad entrare in questi mercati, ma questi mercati devono essere preparati a ricevere una tale presenza. Per cui, è necessario considerare un approccio prudente.

Romania - una seconda casa per gli italiani

La Romania è un paese al crocevia di tre culture: asiatiche, europee e orientali.
Questa posizione geografica ha reso il Paese in grado di accogliere investitori e prodotti di ciascuna di queste regioni, ma anche di comprendere, accettare e mitigare le differenze interculturali.

Gli investitori italiani e le aziende si trovano in questo mercato sin dai primi anni novanta, dopo la caduta del comunismo. Sono stati accolti e sono stati integrati molto facilmente grazie alle somiglianze di lingua, cultura e mentalità. Occorre considerare che dopo l'integrazione nell'Impero Romano (DACIA) fu avviata la colonizzazione da parte del popolo Italico.


Si stima che, dopo gli ultimi anni di esperimenti e convulsioni politiche, a partire dal 2017, saranno avviati importanti progetti nazionali, regionali e locali in ambito economico e sociale - l'elenco delle priorità principali, incluse politiche e progetti ambientali -.


 Tutto questo completerà il processo di crescita economica e della domanda.

Romania - primo passo per l'espansione verso l'Oriente

La Romania dovrebbe essere il primo passo per le imprese italiane nei loro piani di espansione verso la EEMEA.

Principali motivi per entrare in Romania:
  • È un'economia emergente;
  • È circondata da economie emergenti (Ungheria, Bulgaria, Serbia, Slovacchia, Ucraina, Moldavia);
  • È un paese membro dell'UE;
  • Area obiettivo 1 dell'UE, con finanziamenti per le opere pubbliche e per le imprese;
  • Le leggi aziendali e commerciali sono simili a quelle italiane;
  • Le imposte ed i dazi sono inferiori a quelli italiani;
  • E' possibile reperire personale professionale e competente;
  • Dispone di legami tradizionali con i paesi della regione EEMEA, della Federazione Russa e della Cina;
  • Dispone di porti sul Mar Nero e porti sul Danubio;
  • Dispone di voli diretti giornalieri con varie località italiane;
  • La popolazione ha grande conoscenza della lingua e della cultura italiana, compresi i migliori esperti e consulenti.
 Partner affidabili e supporto locale

I membri del comitato scientifico del Laboratorio della Sostenibilità hanno già organizzato i necessari supporti e collegamenti per le aziende italiane in Romania.

Al fine di assicurare la corretta integrazione delle imprese nazionali e di sviluppare unità locali in Romania, sono presenti pool di specialisti selezionati sulla base delle loro competenze e dei risultati ottenuti nel loro settore di attività, nonché dei loro elevati standard morali e professionali, pronti a sviluppare progetti personalizzati, per creare e fornire squadre multidisciplinari e per fornire soluzioni integrate per le aziende italiane interessate ad entrare "sul e nel " mercato romeno.

Vatasescu prof. Mircea
membro del Comitato Scientifico e responsabile Romania del Laboratorio della Sostenibilità

Pandrea dott. Silviu


per info ed approfondimenti: