martedì 25 dicembre 2018

2019 – ARMONIZZARE LA CRESCITA DI TUTTA L'ITALIA, questo l'augurio per gli italiani che credono nell'italianità


L'innovazione è essenziale per avviare lo sviluppo e coniugare gli obbiettivi che il Governo si è prefisso.
Ma questo processo d'innovazione e sviluppo non può prescindere dall'omogeneità di diritti dell'intera nazione, per il quale gli stessi obbiettivi sono supportati da misure estremante interessanti.

Obbiettivi che dovranno affrontare dure sfide, considerando le analisi del Sole24ore, in merito alla qualità della vita nelle province italiane, da cui si rileva che Milano ha raggiunto la vetta, assieme a molte province del nord e centro, ed il fondo vede confermate le province del sud tra le ultime posizioni.

Ultima posizione spetta a Vibo Valentia, ma la penultima spetta alla provincia di Foggia, la provincia che ha visto muovere i primi passi, e la sua formazione di base, dell'attuale Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Ma anche la provincia in cui i romani insediarono uno dei principali siti industriali dell'impero (Sipontum), amata da Federico II ed ha dato la vita a recenti personaggi illustri come Donato Menichella, Governatore della Banca d'Italia, Lucio Stanca, presidente IBM Europa e Ministro per l'Innovazione e Tecnologie, e numerosi altri.

Purtroppo una provincia che ha visto la contrapposizione degli interesse personali, speculativi, politici a quelli del Territorio e dei suoi cittadini, per elencarne solo alcuni, che mi hanno visto direttamente coinvolto, alcune eccellenti Best Practices:
  • la gestione dell'Ente Provinciale per il Turismo (Siemens 1989);
  • la gestione del Consorzio Agrario Provinciale, con la realizzazione del primo algoritmo Blockchain (1990);
  • l'automazione dell'Acquedotto di Celenza Valfortore (1992)
  • La Refertazione Vocale nella Casa Sollievo della Sofferenza (IBM 1999);
hanno visto il mancato avvio di progetti che avrebbero permesso alla Provincia di non figurare al penultimo posto, come:
  • Leader II del Subappennino Dauno (1994);
  • Life - Monitoraggio discariche della Provincia di Foggia (1996);
  • Villaggio Tecnologico di Ascoli Satriano (2004);
  • Biccari, parco eolico ed insediamento industriale della domotica (2006).
Ambiente, occupazione, innovazione, cultura e formazione, frenati da disinteresse per il Territorio, dalla speculazione, e da altro che ognuno può immaginare.

Alcune province italiane, e l'intera Italia, hanno necessità che gli italiani si impegnino, che facciano rete e creino sinergie, tra territori, con le Università, con le industrie, le associazioni di categoria, i professionisti, con le scuole e con le Pubbliche Amministrazioni, per accellerare il processo d'innovazione e la crescita, con le conseguenti positive ricadute sull'occupazione ed il benessere sociale.

Gli studi condotti da numerose università, sulla base di progetti pluriennali, hanno permesso di definire alcuni modelli che sulla base di leggi esistenti, senza necessità di ulteriori risorse, possono affiancare e supportare I pregevoli obbiettivi dell'attuale Governo, quali:

Armonizzazione e sinergia sono gli unici ingredienti necessari per condurre l'Italia al traguardo, ed è questo l'augurio migliore per il 2019.

Piano prof. Michele



mercoledì 12 dicembre 2018

SMART WORKING ITALIA-SVIZZERA (work in progress)


INNOVAZIONE NELLA GESTIONE DEL CAPITALE UMANO e del FACILITY MANAGEMENT



Sono aperte le candidature per la selezione dei soggetti partecipanti alla fruizione dei fondi per la sperimentazione di tecnologie, da parte delle aziende italiane e svizzere, nelle attività di ricerca, nella fornitura di tecnologie/servizi, nell'applicazione sperimentale nell'organizzazione aziendale (scrivere a segreteria@laboratoriosostenibilita.ch).

Nell’era globale di Internet, dell’e-commerce, del web-marketing e delle tecnologie intelligenti, emerge prepotentemente l’opportunità di essere più competitivi grazie alla digitalizzazione dei dati aziendali da un lato, ed all'innovazione dei processi, e della relazione col proprio e-mercato tramite l’intelligenza artificiale e le analisi predittive, dall’altro.
In un momento in cui i mercati stanno attraversando la peggior crisi economica e politica dal dopoguerra, le imprese non possono più perdere l’occasione di accelerare il processo di innovazione. E’ possibile essere competitivi sui mercati nazionali ed internazionali sfruttando le opportunità date dalla digitalizazione e dall’innovazione di processo grazie alla valorizzazione intelligente dei big data, dall’internet delle cose, dal machine learning e dai metodi di predizione.
Ma le aziende per entrare nel pocesso di innovazione in modo virtuoso, utile e sostenibile, in particolare in un settore come quello della Indutry 4.0 che richiede un know how specifico, conoscenza, spesso patrimonio della ricerca, capacità verticali, capacità di management mirate anche all’innovazione, in settori dirompenti quanto nuovi, necessita di un supporto, in ambito HR, per rivoluzionare e riorganizzarsi.



La quarta rivoluzione industriale non causerà la fine del lavoro e non renderà “definitivamente inutile il lavoro umano” che, se sapremo valorizzarlo, “continuerà ad avere campi amplissimi nei quali esprimersi, rispondendo ad esigenze vitali delle singole persone e della società. E sarà la stessa disponibilità di lavoro umano, generata dalla scomparsa dei vecchi mestieri, a stimolare la capacità di inventarne di nuovi“. Sono le conclusioni dell’indagine conoscitiva svolta dalla 11a Commissione Lavoro e Previdenza Sociale del Senato intitolata “L’impatto sul mercato del lavoro della quarta rivoluzione industriale”. L’indagine è stata svolta attraverso l’audizione di attori appartenenti al mondo dell’impresa, delle organizzazioni sociali, delle istituzioni civili e religiose che stanno affrontando le sfide della digitalizzazione del lavoro da diversi punti di vista.
Le conseguenze possono riguardare sia i modelli di business che i processi produttivi che, soprattutto, una nuova modalità di relazione con i consumatori e con i mercati, attraverso percorsi di coordinamento più efficienti, personalizzati ed immediati, resi possibili dalla tecnologia. La sua caratteristica è l’integrazione tra i processi fisici e le tecnologie digitali secondo un rinnovamento dei modelli organizzativi. O meglio, il divenire intelligente della produzione sta seguendo una molteplicità di strade, in linea di discontinuità o continuità con il passato. Le grandi fabbriche affrontano il superamento delle linee e la loro sostituzione con “isole” autonome dove convivono uomini e macchine, team di lavoratori e robot.
Anche il nuovo rapporto con i consumatori sconvolge l'organizzazione del lavoro, tanto che alcuni studiosi affermano che la fabbrica intelligente sta alla personalizzazione di massa come la fabbrica taylorista stava alla produzione di massa. Il pensiero manageriale non può avere oggi lo sguardo rivolto al passato, ma deve produrre lo sviluppo di soluzioni innovative e sperimentali per favorire l’emergere di principi organizzativi rivoluzionari in grado di rendere fluido, competitivo e “umano” l’ambiente produttivo.
Troppo spesso però il tema viene affrontato unicamente dal punto di vista delle novità tecnologiche e declinato nei capitoli degli investimenti e della politica industriale, lasciando in secondo piano l’enorme impatto sul mercato del lavoro. La recente indagine conoscitiva della Commissione Industria della Camera ha osservato che “… Industria 4.0, a differenza della precedente rivoluzione industriale nella quale la tecnologia si affiancava all’uomo per migliorare e rendere più produttive le attività umane, si propone come paradigma che, sebbene parzialmente, non si limita ad affiancarsi ma per talune attività si sostituisce all’uomo”. Il cambiamento tecnologico non appare peraltro neutrale negli effetti che potrà avere sui rapporti sociali ed economici.
Il tessuto produttivo e il mercato del lavoro sono quindi destinati a cambiare con velocità, pervasività e profondità, facendo venire meno i caratteri dominanti nel secolo passato in relazione ai quali il nostro diritto del lavoro si è strutturato.
Uno dei maggiori impatti della quarta rivoluzione industriale sul mercato del lavoro sarà quindi quello relativo ai nuovi fabbisogni di competenze e quindi alla preparazione dei lavoratori. Si tratta di un profilo trasversale alle diverse conseguenze del salto tecnologico.
Il riferimento è sia alle competenze di tipo tecnico-specialistico, che ruotano principalmente intorno alla componente digitale, applicata ai processi di produzione, come alle attività di progettazione degli stessi, sia alle competenze trasversali (soft skills) che possono consentire ai lavoratori un miglior approccio a scenari mutevoli e complessi, inclusa l’attitudine all’autoimprenditorialità e alla resilienza. Sullo sfondo si esaltano l'educazione morale e le conoscenze di base che generano le capacità di selezione delle fonti, di comprensione, di calcolo, di accesso alle tecnologie. Per la prima volta le fonti di apprendimento informale prevalgono su quelle formali, sollecitando adeguati strumenti critico-riflessivi per un necessario discernimento.
Consegue a quanto detto l'impossibilità di fissare una trasformazione continua e complessa in figure e professioni decise a tavolino. Più utile è invece rendere le imprese capaci di valutare in modo costante i fabbisogni di competenze, senza la pretesa di una previsione a lungo termine e senza adattare la produzione ai modelli professionali esistenti, bensì con l’onere di costruirne sempre di nuovi.
Il mercato del lavoro non potrà rimanere lo stesso alla luce della nuova rivoluzione industriale. Nel corso degli ultimi anni abbiamo già assistito ad una forte riduzione della durata media dei contratti di lavoro e la transizione da un posto di lavoro a un altro è sempre più statisticamente una normalità. Il numero dei contratti a termine è cresciuto ampiamente a partire dai primi anni 2000 e abbiamo raggiunto nel 2015 la media europea del 14% sul totale. A ciò si aggiunge come negli ultimi anni si sia ridotta considerevolmente anche la durata media dei contratti a tempo indeterminato. I dati europei mostrano come, in particolare per le nuove generazioni, la tendenza alla transizione, anche tra contratti a tempo indeterminato, sia frequente. Se nel 1995 il 29% dei lavoratori tra i 25 e i 39 anni avevano un tempo di permanenza media in un posto di lavoro superiore ai 10 anni, nel 2015 questa percentuale si è ridotta al 18%, con un parallelo aumento di coloro che hanno tempi di permanenza tra 1 e 4 anni. Lo scenario di Industria 4.0, fortemente legato ai processi di innovazione, non potrà che accentuare il trend di transizione costante; è anzi possibile immaginare che ne amplierà ed arricchirà i contenuti.

HUMAN RESOURCES
Il capitale umano risulta centrale nei processi d'innovazione delle imprese, ed in quello dei futuri modelli sociali, ed il ruolo degli HR, sia interni alle aziende che delle agenzie esterne, avrà un ruolo fondamentale nell'Architettura delle Risorse Umane. Le attività di Head Hunting, di Assessment, di HR Outsourcing, di Business Coaching e di Career Coaching, necessitano di elevate competenze (in relazione all'innovazione tecnologica), di operare su quantità di informazioni elevate (correlata agli ampi bacini su cui effettuare la ricerca di skill fuori dalle aree operative, integrabili attraverso modalità organizzative remote e complesse, ed alla fluidità necessaria, soft skills, da valutare per affontare le continue evoluzioni). L'efficacia degli HR sarà direttamente correlata alla loro innovazione ed all'innovazione delle infrastrutture tecnologiche di cui disporranno e condivideranno con le aziende. Piattaforme tecnologiche che, attraverso l'analisi delle strutture aziendali, rileverà le future esigenze aziendali, incrociandole con analisi Big Data dei candidati, questionari, test psicoattitudinali, analisi grafologiche, analisi morfopsicologiche, gamification, opportunamente elaborati con algoritmi di Artificial Intelligents, assisteranno gli HR nella conduzione del Capitale Umano.
Un ruolo fondamentale, fornito dalle società di Head Hunting, nella messa a punto e test delle piattaforme a supporto dello Screening dei CV, negli algoritmi AI di preliminare selezione, degli strumenti di Gaimification, dei test psicometrici, dell'analisi di interviste e psicomorfologia, e grafologici. Nella conduzione delle attività di Assessmente e la gestione dell'organigramma, nella sua conduzione, attraverso piattaforme che gestiscono il singolo individuo nel percorso, rilevando i fabbisogni formativi in ottica innovazione ed in prospettiva dei nuovi need.


FACILITY MANAGER
Come per i consulenti ICT, i Business Analyst e gli Human Resources, anche i Facility Manager devono armonicamente partecipare alla creazione, avvalendosi delle piattaforme tecnologiche, di nuovi modelli organizzativi SMART per raggiungere traguardi d'eccellenza e vincere le sfide del futuro.
Il Facility Manager, in questa quarta rivoluzione, riveste un fondamentale ruolo, per tutto ciò che esiste, o si adatta/realizza al servizio di ciò che ha già vita, nel processo d'innovazione, in stretta correlazione con gli altri attori:


Coordinando il lavoro degli esperti ICT ed in stretta collaborazione con gli HR, finalizzata alla valutazione di strategie organizzative, e la corretta conduzione di un Business Analyst, per sviluppare nuovi modelli organizzativi, quali lo Smart Working.
L'innovazione genera opportunità, ma produce complessità, e le aziende necessitano di Facility Manager in grado di partecipare alla definizione delle STRATEGIE, interfacciando ogni settore dell'azienda ed i loro top manager, disponendo/coinvolgendo le competenze trasversali in grado di intelocuire con tutti gli stakeholder, che dispongano di conoscenze su quanto l'innovazione può, e potrà, fornire, ponendo particolare attenzione al settore core dell'organizzazione in cui opera, con le sue specifiche esigenze, tecniche e normative, ed alle tecnologie ICT-IoT che, in questa rivoluzione in corso, diverranno sempre più elemento distintivo e competitivo: Digital Facility, in grado di affrontare le criticità legate alle infrastrutture ed alla sicurezza.


IL PROGETTO


il progetto si pone l'obbiettivo di sviluppare una best practice, attraverso l'implementazione di un modello di Smart Working all'interno di realtà industriali, affrontando i temi dell'assessment, delle infrastrutture tecnologiche dell'organizzazione del lavoro.
Attraverso questa best practice sarà possibile misurare costantemente l'efficacia all'interno dell'azienda e le ricadute sul personale coinvolto, sia negli ambiti economici che del benessere dei soggetti, modellando le attività di assessment.
Le infrastrutture telematiche di supporto agli HR ed ai Facility Manager saranno sviluppate e testate per ottenere i livelli di efficienza e sicurezza necessari per una futura diffusione del modello.
Di estremo valore risulteranno i dati raccolti relativi alle ricadute sociali ed i positivi impatti sulle infastrutture pubbliche.









Partner Svizzeri:
  • ARU, Architettura Risorse Umane, società specializzata dal 1991 in servizi di consulenza, assessment, valorizzazione e selezione delle Risorse Umane
  • CERBIOS
  • Business Processing Engineering,
  • SUPSI, per le attività di formazione
  • Cantone, per la definizione dei KPI e divulgazione
  • Territorio, per la definizione dei KPI, valutazione delle ricadute e divulgazione
  • AITI, per la divulgazione ed analisi aziende ticinesi
  • FFSS (incubatore a Chiasso) in valutazione
  • Mediaconsult SA
Partner Italiani
  • CISCO System
  • Variazioni – Partner Cisco
  • Università degli Studi Bicocca
  • Novareckon - Università del Piemonte Orientale
  • Università di Torino
  • Società di Head Hunting e le agenzie di Recruitment
  • Comuni confinanti con la Svizzera, per la raccolta dei KPI
  • TamTamy Reply
  • Gowisi

SMART WORKING


La principale sfida nella gestione delle Risorse Umane, con forti ricadute economiche:
  • Riduzione delle infrastrutture edili e servizi correlati
  • Necessità d'innovazione nelle attività di Facility Management
  • Potenziale incremento della competitività
  • Recruiting senza limiti territoriali
Nuovi modelli organizzativi: Piattaforme informatiche (digitalizzazione aziendale, larga banda, cyber security, GDPR, Algoritmi per il monitoraggio del lavoro, ecc.)

La principale sfida nella gestione delle Risorse Umane, con forti ricadute sociali sulle persone:
  • Qualità della vita
  • Rimodulazione dei benefit
  • Tempo libero e salute
  • Miglior rapporto familiare

La principale sfida nella gestione delle Risorse Umane, con forti ricadute sociali pubbliche:
  • Riduzione della Mobilità
  • Riduzione delle ore lavorative effettive
  • Riduzione dei costi legati alla mobilità (parcheggi, carburante, pedaggi, biglietti mezzi, ecc.)
  • Riduzione degli impatti sulle infrastrutture pubbliche, con ricadute positive sui bilanci pubblici
  • Recupero di risorse economiche pubbliche destinabili al finanziamento dello Smart Working
  • Riduzione dell'inquinamento ambientale e delle emissioni di CO2

Per candidarsi, quale partner del progetto, scrivere a segreteria@laboratoriosostenibilita.ch

Laboratorio della Sostenibilità




martedì 4 dicembre 2018

Dalla Ricerca Universitaria alla Formazione – BORSE di STUDIO e RISORSE per la RICERCA




Un concreto supporto ai Ricercatori e Start Up, per le attività formative, la ricerca e l'industrializzazione.


L'INNOVAZIONE e la RICERCA necessitano di risorse, ma spesso i risultati restano sepolti in poveri armadietti universitari, o peggio, la genialità non ha le risorse ed in quegli armadietti restano solo appunti ed idee.
I ricercatori italiani tra i migliori al mondo fuggono all’estero in cerca di lavoro. Un danno colossale per l’economia italiana. Quanto riportato su DazebauNews, che aggiunge: L'Italia non e' piu' in grado di offrire ai giovani una minima possibilita' di impiego.

Moltiplicando il costo complessivo della formazione di ciascun laureato italiano per il numero dei laureati emigrati all'estero, emerge che la cifra in perdita ammonta a oltre un miliardo di euro all'anno. E da un'analisi elaborata sulla base dei dati forniti dal ministero delle Finanze.
Un miliardo di euro l'anno: questo è l'impatto economico del fenomeno dei "cervelli in fuga", ovvero di quei giovani che, dopo il conseguimento del titolo accademico o del dottorato di ricerca, si trasferiscono all'estero. Piu' di un miliardo di euro l'anno è il profitto prodotto dai nostri scienziati che lavorano all'estero, il capitale generato dai 243 brevetti che i nostri migliori 50 cervelli depositano all'estero. Un valore che, in una prospettiva ventennale, potrebbe arrivare a toccare quota tre miliardi. Tutto mancato profitto per l'Italia.




L'innovazione necessita di idee, che in Italia fervono, grazie a una formazione di alta qualità, queste spesso non trovano le risorse costringendo i ricercatori alla fuga verso altri stati.
Inoltre, quando le attività di ricerca sono svolte, queste non vedono le applicazioni: il trasferimento a tecnici ed operatori del settore necessita di decenni.
Coniugare e coordinare, armonizzando correttamente questi aspetti porterebbe risorse alla RICERCA ed ai RICERCATORI, accelerando lo sviluppo delle aziende italiane che potrebbero avvalersi delle competenze di tecnici qualificati ericercatori di alto livello con forti ricadute occupazionali.

Alcuni dati:
  • Un ricercatore qualificato percorre almeno 8 anni di formazione specializzata post laurea. A tutt’oggi circa16.000 ricercatori sono stati espulsi dal sistema della ricerca dalla legge Gelmini, questi ricercatori trasferiscono il loro know how in altri paesiriducendo la capacità d'innovazione italiana a vantaggio di quella di altri stati. e vanificando gli investimenti per l’alta formazione di queste figure.
  • Secondo i dati diffusi dall'Istat il tasso di disoccupazione, cioè il numero di persone che cercano un impiego sul totale della forza lavoro, è aumentato di due decimi di punto salendo al 10,9%. Il numero dei disoccupati risulta così pari a 2 milioni e 866 mila
  • In Italia le aziende ricercano 35.000 profili, a fronte dei quali non vi sono candidati con i necessari skills.




Il corretto collegamento tra Ricercatori, Aziende, Innovazione, Formazione Universitaria può risolvere l'intero problema.

Questo è il processo avviato dal Laboratorio della Sostenibilità, in collaborazione con Università Europee ed i Ricercatori della SpinSystem società di diritto Belga senza scopo di lucro.

Corsi di Formazione Superiore nell'AREA CONDUZIONE e MANAGEMENT:

  • Business Analysis for Executive, in chiusura le candidature al corso SUPSI (programma corso) e dell'Università di San Marino (link Business Analysis e Facility Management - UNIRSM)
  • Human Resources 4.0 (conduzione del personale nell'era digitale), rivolto a commercialisti, consulenti organizzativi, HR aziendali, avvocati, in definizione di integrazione nel programma dei suggerimenti ricevuti attraverso il sondaggio (link al sondaggio)
  • Strumenti di analisi finanziaria e di mercato, progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Innovazione nel Marketing, progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Condurre le PMI, AGILE e matching, progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Incubatori di PMI 4.0, progettazione in corso, aperte le precandidature
AREA EDILIZIA SOSTENIBILE

  • Facility Management, rivolto ad architetti, ingegneri, amministratori di condominio, operatori nei servizi per l'edilizia, operatori edili, operatori nei servizi di facility per aziende ed amministrazioni pubbliche, funzionari della pubblica amministrazione nella gestione immobiliare e city manager, facility aziendali. Sono aperte le candidature. (link Business Analysis e Facility Management - UNIRSM)
  • BIM nella progettazione e gestione degli edifici e dei quartieri, progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Progettazione sostenibile delle strutture pubbliche, sociali e sanitarie, progettazione in corso, aperte le precandidature


AREA ICT
  • Datascience per l'analisi predittiva di fenomeni. Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Datascience per l’industria 4.0, smartcity e ambiente intelligence per lo specialista. Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Smart Sensor e Industria 4.0 per lo specialista. Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Healthcare e Smarthomes 4.0 / Home Intelligent Monitoring per il Computer Scientist. Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Ambient Intelligence Specialist. Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Robotica, Cobot e sistema operativo ROS (Robotic Operating System) Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Bloackchain, piattaforme per l'innovazione Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Dataengineer per l'industria manifatturiera; process automation engineer; Artificial Intelligence nell'industria manifatturiera Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Datascience per il supporto alla decisione per il manager e il business analyst, industria 4.0, Smartcity, Smarthome, IoT. Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Ingegneria dei sistemi, dai requisiti alla realizzazione e esercizio. Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Wearables con taglio operativo, come "programmare gli smart sensor nel contesto delle smart tecnology" un corso ponte tra smartsensors datascience con esercizi e hands-on. Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Intelligenza Artificiale, machine learning e deep learning. Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Strumenti diagnostici. Progettazione in corso, aperte le precandidature

AREA BIOTECNOLOGICA, BIOMEDICA, SOCIOSANITARIA
  • Biomedicina. Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Operatori sanitari 4.0, gestire le tecnologie per la salute. Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Tecnologie per il Benessere e la Salute. Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Kinesiologia in fisiologia integrata e Medicina Tradizionale Cinese, strumenti, piattaforme e tecnologie. Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Artificial Intellligence per la Medicina riabilitativa (30h). Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Health at Home Intelligent Monitoring a multidisciplinary primer. Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • L’anziano e le tematiche di aging per l’Healthcare Intelligente e i vantaggi dell’intelligenza artificiale.(30h). Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Healthcare e Smart-Medicina-Preventiva. Formazione superiore rivolta al personale che opera nel campo sanitario sui nuovi mezzi di diagnostica innovativa per la prevenzione di diverse patologie. Presentazione di studi di revisione sistematica, da letteratura internazionale, con analisi dei risultati a livello internazionale. Progettazione in corso, aperte le precandidature
  • Healthcare e innovazione tecnologica attraverso la Medicina Personalizzata. Formazione superiore che intende offrire una visione panoramica della conoscenza di nuove ed innovative tecnologie di Personalized Healthcare (PHRT Personalized Health and Related Technologies) e far conoscere i Programmi e le Piattaforme già in corso, avviati/e a livello internazionale, il loro impatto in clinica e cura (ad es. nel campo Oncologico e Cardiologico), per migliorare ed ottimizzare le terapie. Biomedicina. Progettazione in corso, aperte le precandidature
Sono  aperte le candidature alle Borse di Studio per i corsi sovraindicati. Per candidarsi occorre scrivere a segreteria@laboratoriosostenibilita.ch, avente ad oggetto “CANDIDATURA BORSA DI STUDIO ”, indicando il corso oggetto della candidatura.

Inoltre, sulla base delle proposte che stanno pervenendo da numerosi ricercatori e dalle Università coinvolte nei progetti di ricerca e sperimentazione, attraverso il sondaggio  (link al sondaggio), ulteriori corsi verranno valutati nelle prossime settimane, e poi indicati in questo articolo e nelle sedi opportune.

La procedura prevista per i Ricercatori che vogliano essere supportati è la seguente:
  • il ricercatore, attraverso il sondaggio (link al sondaggio) propone il/i titoli di attività formative legate alle attività di ricerca condotte, o di cui si propone l'avvio, indicando alla voce Professione “RICERCATORE”;
  • il ricercatore partecipa alla progettazione di un Corso di Alta Formazione, rivolta a laureati e tecnici;
  • le Università autorizzano l'avvio del Corso;
  • vengono definiti i parametri per l'ottenimento delle Borse di Studio, direttamente correlate all'applicazione delle figure in Aziende che Innovano;
  • i Ricercatori, oltre alle attività di docenza, sono supportati nelle attività di Ricerca, che coinvolgono le Aziende che Innovano e le figure formate;
  • nelle fasi successive, la Ricerca sarà supportata nell'individuazione di partner industriali e finanziari;
  • i progetti saranno supportati nell'individuazione di finanziamenti nazionali ed internazionali, per i quali saranno individuati gli opportuni stakeholder ed approntate le progettazioni.

Laboratorio della Sostenibilità
segreteria@laboratoriosostenibilita.ch

(principali partners nelle attività formative e nei progetti sviluppati)
www.supsi.ch
www.unige.it

http://www.federchimica.it





www.anipla.it
  

mercoledì 28 novembre 2018

UNIVERSITA': FORMAZIONE per l'INNOVAZIONE - BUSINESS ANALYST - BORSE di STUDIO

Certificate of Advanced Studies SUPSI e Corso di Alta Formazione UNIRSM in BUSINESS ANALYSIS

Borse di Studio per professionisti italiani






L'Innovazione nasce dalla cultura, ed è questo il compito delle Università, ma occore fornire gli strumenti a Commercialisti, Consulenti, Innovation Manager, HR Manager. Questo il ruolo principale delle Università ed il loro apporto attraverso la Formazione Superiore, Master.

Sono aperte le candidature, per Commercialisti, Consulenti Aziendali ed Esperti di Finanza Agevolata, a 30 Borse di Studio, per la frequenza del CAS in Business Analysis della SUPSI svizzera www.supsi.ch   (Scheda Corso SUPSI) 


e per la frequenza del CAF in Business Analysis dell'Università degli Studi di San Marino www.unirsm.sm,









 a totale copertura dei costi.


La formazione avanzata è rivolta a professionisti che abbiano l'ambizione di evolvere/affinare le proprie competenze e capacità per accompagnare i propri assistiti verso l'INNOVAZIONE 4.0, certificandole ed applicandole, con il supporto dei docenti, nello sviluppo di BEST PRACTICES.


Sometimes it is the people no one can imagine anything of who do the things no one can imagine.


A volte è la gente che nessuno può immaginare che fa le cose che nessuno può immaginare.
Alan Mathison Turing

Un Business Model realmente innovativo può sembrare complesso ed incredibile, ma risultare concreto e fattibile.

Innovare equivale a rivoluzionare, per cui gli aspetti culturali e le ostatività psicologiche sono le principali difficoltà da affrontare. Il compito del Business Analyst sarà quello di analizzare la struttura aziendale, individuare e coordinare gli stakeholders, pianificare i processi d'innovazione ed i nuovi business model, da cui tracciare il lavoro per i Project Manager. Una pianificazione che, per la sua complessità, dovrà spesso essere presentata scomponendo le attività nella modalità con cui la natura procede con i suoi elementi, ove, ad esempio, le api hanno chiara visione del loro modello di sopravvivenza, non conoscendo il disegno più vasto, previsto dalla natura, che permette la ripriduzione della flora terrestre e la sopravvivenza della vita sulla terra.
Attraverso certificate procedure ed il supporto di template e tool, commercialisti e consulenti aziendali, possono condurre le attività di Business Analysis nelle modalità corrette ed efficaci.

Ogni progetto non può essere frutto di improvvisazione ed affidato alla fortuna. Occorre che dati, informazioni, analisi, siano accuratamente valutati e finalizzati allo sviluppo di un dettagliato Business Model. Questo è il ruolo del Business Analyst, che dovrà supportare l'azienda nella definizione delle strategie idonee e nella valutazione dei rischi. Il risultato del lavoro del Business Analyst deve essere un corretto e condiviso business model, o la determinazione della non fattibilità del progetto. È dal business model che dovranno sorgere il/i processi da affidare alla conduzione del Project Manager, con il quale sarà strutturato il “Disegno tecnico” del singolo processo.
È appunto nel “Disegno” che si distinguono i ruoli del Project Manager dal Business Analyst, se il lavoro del primo, paragonabile ad un disegno tecnico, in cui norme ed informazioni tecniche permettono di regolamentare il processo, per il Business Analyst, le variabili da considerare sono molteplici e mai omogenee. Il Business Analyst deve considerare sia gli aspetti tecnici e normativi, ma anche quelli di marketing, culturali, sociali, relazionali, organizzativi, e molti altri, in relazione al grado d'innovazione del processo o del prodotto. Quindi, il “Disegno” ingegneristico del Project Manager diviene un progetto architettonico, o meglio, un quadro di Raffaello, ove esigenze ed input del committente (azienda) devono essere armonicamente integrate e trasformate in un'opera artistica.
Da questo deriva la complessità del lavoro del Business Analyst che necessita di una pluralità di competenze ed esperienze, amalgamate da particolari attitudini. Una figura estremamente costosa per le PMI, che può generabile attraverso una corretta formazione e l'utilizzo di schemi e tool, opportunamente algoritmizzati per supportare la conduzione delle attività di business analysis da parte di consulenti, manager e commercialisti. Formazione e supporti finalizzati a valorizzare e schematizzare le competenze, nel mettere in riga, evitando di trascurare aspetti rilevanti, l'intero flusso delle attività di costruzione e verifica di un business model.

I candidati dovranno inviare richiesta, all'indirizzo mail: segreteria@laboratoriosostenibilita.ch, avente ad oggetto:”BORSA DI STUDIO BA”, per ricevere l'eleco dei documenti necessari alla predisposizione del dossier di valutazione.















lunedì 19 novembre 2018

FORMAZIONE e RICERCA: Il Fondamento dell'Innovazione Italiana.



Progettazione e Borse di Studio per la Formazione Avanzata.

Personalmente ringrazio per il superamento dei 100 contributi, pervenuti attraverso il sondaggio (https://www.survio.com/survey/d/L0F2I2T5X0S6P9G3N), da tecnici e ricercatori, nell'individuazione dei percorsi formativi per figure richieste dalle Aziende ICT e PMI che avviano un percorso d'Innovazione.

Coloro che hanno contribuito, o contribuiranno, saranno, come riportato nell'articolo “Finanziare l'Innovazione e la Ricerca” (http://michelepiano.blogspot.com/2018/10/finanziare-linnovazione-e-la-ricerca.html) , coinvolti nella stesura dei programmi ed alla selezione dei docenti.

Nuova Formazione Avanzata correlata ai progetti d'Innovazione, erogata dalle Università, che fruirà di Borse di Studio.
La raccolta delle candidature per i primi corsi in Business Analysis, per commercialisti e consulenti che condurranno l'innovazione delle PMI, e Facility Manager, per Amministratori condominiali, Architetti e professionisti che condurranno l'edilizia italiana verso la piena sostenibilità, sarà avviata nei prossimi giorni.
L'Innovazione può essere sviluppata solo in presenza di Cultura dell'Innovazione, sia nelle tecnologie che nella gestione e conduzione.
Nessun progetto può essere avviato senza la propedeutica attività formativa, sia da chi ha la cultura, e vuole trasmetterla, che da parte di chi ha fame di cultura, e vuole riceverla per innovare la propria professione e coloro a cui la vuole applicare alle strutture ed aziende con cui collabora (Business Analysis, Facility Management, Innovation ed ICT management, ecc.), quindi i vostri contributi sono graditi sul sondaggio, in particolare da chi ritiene di voler operare nella formazione di figure.

Formazione alla base dell'Innovazione, un impegno per tutti gli italiani, che necessita della più ampia condivisione, anche per supportare le attività di ricerca ed i ricercatori.



mercoledì 31 ottobre 2018

FINANZIARE L'INNOVAZIONE E LA RICERCA


Il Credito d'Imposta, presente tra gli incentivi italiani dal 2007, è correntemente utilizzato in numerosi paesi europei per finanziare la ricerca, come per l'Irlanda e la Germania. Uno strumento che riduce notevolmente i costi burocratici delle Pubbliche Amministrazioni, che in Italia erodono dal 23 al 73% dei fondi disponibili.
Nelle PMI Italiane, la ridotta lungimiranza, l'assenza di consulenti dell'innovazione (Innovation Manager), nonchè di Business Analyst, coniugata alla ridotta apertura delle Università a progetti di dimensione ridotta, impedisce l'indispensabile innovazione. Un compito a cui le Università impegnate con il Laboratorio della Sostenibilità hanno colto pianificando una specifica formazione queste ed altre figure, che lo stesso decreto finanzia nella formazione e nell'assunzione.

Le organizzazioni strutturate, delle Grandi Imprese, hanno valorizzato pienamente lo strumento del Credito d'Imposta in Innovazione e Ricerca, in quanto le attività richieste per la fruizione sono svolte correntemente, richiedendo, ed ottenendo, l'incremento del massimale annuo dai 5 milioni agli attuali 20 milioni.

Le PMI, che costituiscono il 99% del sistema economico italiano, necessitano di un supporto per la loro crescita per cogliere le opportunità disponibili, non necessitando di ulteriori strumenti. In particolare lo strumento del Credito d'Imposta Innovazione e Ricerca, avviato nel 2015, permette, con la corretta conduzione, di sviluppare un percorso d'innovazione concreto, senza la necessità di partecipare a bandi, dalla ridottissime probabilità, ma con la certezza di disporre dei fondi, in quanto non ancora versati allo stato.



Gli Innovation Manager, i Business Analyst e gli Imprenditori devono lavorare nello sviluppo di un progetto, correttamente proporzionato alle reali capacità ed opportunità, in cui l'innovazione deve divenire il mezzo.

Raramente le PMI dispongono al loro interno delle figure necessarie ad affiancare l'imprenditore nella conduzione di processi complessi, come l'Innovazione, che per le aziende strutturate sono visti come semplici opportunità. Un importante ruolo lo possono rivestire i Commercialisti, i consulenti ICT, le Associazioni di Categoria, i consulenti di Finanza Agevolata, tutti attori che dovrebbero porsi l'obbiettivo di far crescere il proprio cliente/associato, in quanto fonte di lavoro nel tempo, anche supportati dalle attività formative, di cui al sondaggio nell'articolo del 27 settembre 2018.

Se la sopravvivenza, e la crescita, delle Imprese italiane è correlata alla loro Innovazione, ed il Credito d'Imposta Innovazione e Ricerca è lo strumento certo e di immediata attuazione, quali le possibili scelte per un imprenditore:
  • Astenersi dall'Innovare, per cui ogni riflessione sulle ripercussioni non merita ulteriori narrazioni;
  • Utilizzare il Credito d'Imposta per recuperare le risorse investite, internamente ed in commesse Extra Muros (centri ricerca universitari). Attività tipica per le Grandi Imprese;
  • pianificare un progetto d'Innovazione con i propri consulenti, commissionando attività di ricerca e coinvolgendo il proprio staff;
  • integrare il proprio processo d'innovazione in progetti di ricerca in corso, valorizzando i costi sostenuti per attività utili alla ricerca in corso e pianificando un progetto pluriennale in stretta collabolarazione con le Università.
Le due ultime opzioni, con il necessario supporto, possono divenire il volano per lo sviluppo italiano, valorizzando le capacità, ma necessitano che venga debellato il tradizionale individualismo. Il grafico seguente rappresenta la comparazione dei due modelli in un'azienda di piccole dimensioni.




Questa è la chiave di lettura con cui leggo la bozza di modifica prevista dal 2019:
  • riduzione della soglia massima, annuale, dagli attuali 20 milioni a 10 milioni. Un massimale doppio rispetto a quello originario ed irragiungibile dalle PMI italiane, cioè per il 99% delle imprese italiane, che necessitano di questo strumento per innovarsi;
  • necessità di definire, attraverso una concreta progettualità pluriennale, gli obbiettivi, escludendo la possibilità di procedere a parziali ed inorganiche attività d'innovazione, spesso riconducibile all'acquisizione di un solo impianto;
  • riduzione dell'aliquota di recupero dal 50 al 25% delle forniture da parte di aziende, privileggiando, attraverso la conferma del 50% i costi sostenuti dal personale aziendale, o da nuove figure da integrare, e dalle attività fornite da Centri di Ricerca ed Università;
  • agevolazione nell'assunzione di Manager Innovativi, indispensabili per la crescita delle PMI, formati e selezionati dalle Università e dalle società di recruiting dotate di competenze e strumenti innovativi.
Ruolo rilevante deve essere svolto dalle Università, sia per supportare la ricerca che per le attività formative, e di trasferimento culturale, anche in considerazione di quanto dichiarato dal presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim che commenta così il World Development Report 2019: The Changing Nature of Work:La natura del lavoro sta cambiando e lo sta facendo rapidamente. Non sappiamo per quali lavori concorreranno i bambini delle scuole elementari di oggi, perché molti di questi lavori non esistono ancora. La grande sfida è quella di fornire loro le competenze di cui avranno bisogno, indipendentemente dall’aspetto dei lavori futuri”. Impegno pienamente svolto da molte Università, e condiviso dal Laboratorio della Sostenibilità che ha avviato due corsi di Formazione Superiore in Business Analysis e Facility Management e, con le aziende ICT la valutazione di nuovi percorsi formativi, con il loro coinvolgimento, sia nella definizione che nell'erogazione della formazione. Suggerimenti che si stanno raccogliendo, attraverso un sondaggio (https://www.survio.com/survey/d/L0F2I2T5X0S6P9G3N), finalizzato alla costruzione di percorsi formativi realmente corrispondenti alle esigenze nelle aziende ICT e nelle PMI che avviano un processo d'innovazione. COLORO CHE AVRANNO CONTRIBUITO, ATTRAVERSO LA COMPILAZIONE DEL SONDAGGIO, SARANNO INVITATI ALLA DEFINIZIONE DELLE ATTIVITA' DI FORMAZIONE AVANZATA ED ALLA SELEZIONE DEI DOCENTI.
Ma, di pregevole merito risulta essere anche l'iniziativa avviata dai colleghi Piemontesi, attraverso la Spin System di Bruxelles, per supportare i RICERCATORI universitari, in correlazione con le Imprese, nell'industrializzazione delle ricerche.


Questo lo spirito alla base dei progetti sviluppati dal Laboratorio della Sostenibilità e le Università coinvolte. I progetti predisposti, e sperimentalmente avviati, per le aziende ICT, per le società di RECRUITING, per gli INCUBATORI di PMI e le reti distributive (articolo del 3 settembre 2018), per il Facility nella gestione dei CONDOMINI e le Imprese Edili, per le AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE e la valorizzazione dei beni culturali, attraverso l'innovazione delle Imprese Edili, per le aziende impegnate nell'Alimentazione e nel BENESSERE, per le strutture di Social Housing, sono un valido esempio.



I consulenti, e le società specializzate in finanza agevolata, devono svolgere innanzi tutto il ruolo di Business Analyst, ed aiutare a condurre le aziende verso l'Innovazione, attraverso una corretta Business Analysis e supportare le PMI, con un innovation manager, nella ricerca di progetti ed attività a cui aggregare la PMI.

Sinergie tra l'indirizzo, ed il coordinamento, nazionale e le organizzazioni locali.

Un progetto che può essere correttamente rappresentato da una CLESSIDRA,

con gli ATTORI raggruppati per AREA, della ricerca, dell'integrazione industriale, del coordinamento, del supporto locale e di filiera, all'INNOVAZIONE delle PMI e la realizzazione di opere sociali.
Uno schema in cui ogni ATTORE può ritrovare la sua collocazione, in relazione al RUOLO che vuole, e può, rivestire, in relazione alle capacità.  
  


Sinergie per Innovare l'Italia e gli italiani, che potranno produrre concreto sviluppo ed occupazione.
Sinergie che, come nelle amicizie e nei rapporti sentimentali, devono basarsi su precisi valori: fiducia, rispetto, trasparenza, bilanciamento del dare/avere. L'assenza di uno di essi ne impedirà la nascita ed incrinerà il prosieguo, divenendo l'unico limite allo sviluppo.
Gli strumenti, per soggetti sani, che vogliono "FARE" e non "LAMENTARSI", ci sono tutti, per coloro che avanno il coraggio. Meriti e Demeriti saranno solo degli Italiani.


Laboratorio della Sostenibilità