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giovedì 31 gennaio 2019

RICERCATORI e STARTUP



I ricercatori italiani tra i migliori al mondo fuggono all’estero in cerca di lavoro. Un danno colossale per l’economia italiana. Quanto riportato su DazebauNews, che aggiunge: L'Italia non e' piu' in grado di offrire ai giovani una minima possibilita' di impiego.

Coniugare e coordinare, armonizzando correttamente questi aspetti porterebbe risorse alla RICERCA ed ai RICERCATORI, accelerando lo sviluppo delle aziende italiane che potrebbero avvalersi delle competenze di tecnici qualificati ericercatori di alto livello con forti ricadute occupazionali.


  • le startup hanno idee interessanti;
  • spesso le startup presentano le idee senza aver sviluppato un corretto Business Model;
  • gli Startupper ed i Finanziatori richiedono Business Model validati;
  • durante lo sviluppo del Business Model potrebbe scaturire la necessità del perfezionamento del modello e/o prodotto, o valutarne l'abbandono;
  • ricercatore ed ideatore necessitano di una iniziale validazione, attraverso il confronto con aziende, anche artigianali, con cui condividere i primi passi ed il percorso;
  • anche i fondi UE sono erogati solo in presenza di un'azienda, in questo caso per evitare di finanziare la sola ricerca e la vendita ad investitori extraUE del progetto finanziato;
  • le startup sono anche il volano d'innovazione delle Medie e Grandi Imprese, in quanto sono le strutture snelle che permettono di sperimentare le idee più innovative, riducendone i rischi nella fase d'avvio del prodotto/processo, a cui seguirà la successiva integrazione/assorbimento (Merging o Acquisition).

Solo la sinergia tra GIOVANI, con voglia di crescere, ed Imprenditori, che credono nella propria azienda, può permettere di cogliere pienamente il mix di risorse economiche disponibili per l'Innovazione e Crescita.
Borse di Studio per le figure richieste che concretamente credano nell'Innovazione. Contributi per l'assunzione di queste figure nelle aziende che Innovano, ai quali sono riservate importanti risorse economiche per l'Innovazione aziendale. Ricercatori ed Esperti hanno le loro opportunità da cogliere.

Il Laboratorio della Sostenibilità, la Spin System e le Università partner, hanno approntato un percorso, condiviso con Finanziatori e Startupper (a cui viene offerto il supporto gratuitamente ed è gradita la partnership, segreteria@laboratoriosostenibilita.ch ), che ne assicura la certezza di avvio.

Sono aperte le candidature: SCHEDA TRASMISSIONE PROGETTI

CONCORSO – BORSE di RICERCA

BORSE di RICERCA per premiare i Ricercatori, con idee Innovative e Sostenibili, in un INNOVATIVO MODELLO DI SMART WORKING, in collaborazione con i Partner del PROGETTO INTERREG SMART WORKING, ma con capacità di visioni concrete e di interesse per il tessuto economico-produttivo.
Nell'ambito delle attività di Ricerca, che saranno avviate presso l'Università di San Marino, saranno assegnate Borse di Ricerca, per i progetti che saranno caricati su: Scheda Progetto di Ricerca
  • 20 Borse di ricerca 2019, per i progetti presentati entro il 12 aprile 2019;
  • 60 Borse di studio 2020, per i progetti presentati entro il 31/12/2019.
Il programma Borse di Studio rientra nel percorso d'Innovazione e Formazione presentato nel Webinar dell'Università Svizzera SUPSI, la cui registrazione è visionabile su PROGETTARE, FINANZIARE e CONDURRE l'INNOVAZIONE SOSTENIBILE (link all'interno dell'articolo).
Laboratorio della Sostenibilità
Piano prof. Michele

mercoledì 31 ottobre 2018

FINANZIARE L'INNOVAZIONE E LA RICERCA


Il Credito d'Imposta, presente tra gli incentivi italiani dal 2007, è correntemente utilizzato in numerosi paesi europei per finanziare la ricerca, come per l'Irlanda e la Germania. Uno strumento che riduce notevolmente i costi burocratici delle Pubbliche Amministrazioni, che in Italia erodono dal 23 al 73% dei fondi disponibili.
Nelle PMI Italiane, la ridotta lungimiranza, l'assenza di consulenti dell'innovazione (Innovation Manager), nonchè di Business Analyst, coniugata alla ridotta apertura delle Università a progetti di dimensione ridotta, impedisce l'indispensabile innovazione. Un compito a cui le Università impegnate con il Laboratorio della Sostenibilità hanno colto pianificando una specifica formazione queste ed altre figure, che lo stesso decreto finanzia nella formazione e nell'assunzione.

Le organizzazioni strutturate, delle Grandi Imprese, hanno valorizzato pienamente lo strumento del Credito d'Imposta in Innovazione e Ricerca, in quanto le attività richieste per la fruizione sono svolte correntemente, richiedendo, ed ottenendo, l'incremento del massimale annuo dai 5 milioni agli attuali 20 milioni.

Le PMI, che costituiscono il 99% del sistema economico italiano, necessitano di un supporto per la loro crescita per cogliere le opportunità disponibili, non necessitando di ulteriori strumenti. In particolare lo strumento del Credito d'Imposta Innovazione e Ricerca, avviato nel 2015, permette, con la corretta conduzione, di sviluppare un percorso d'innovazione concreto, senza la necessità di partecipare a bandi, dalla ridottissime probabilità, ma con la certezza di disporre dei fondi, in quanto non ancora versati allo stato.



Gli Innovation Manager, i Business Analyst e gli Imprenditori devono lavorare nello sviluppo di un progetto, correttamente proporzionato alle reali capacità ed opportunità, in cui l'innovazione deve divenire il mezzo.

Raramente le PMI dispongono al loro interno delle figure necessarie ad affiancare l'imprenditore nella conduzione di processi complessi, come l'Innovazione, che per le aziende strutturate sono visti come semplici opportunità. Un importante ruolo lo possono rivestire i Commercialisti, i consulenti ICT, le Associazioni di Categoria, i consulenti di Finanza Agevolata, tutti attori che dovrebbero porsi l'obbiettivo di far crescere il proprio cliente/associato, in quanto fonte di lavoro nel tempo, anche supportati dalle attività formative, di cui al sondaggio nell'articolo del 27 settembre 2018.

Se la sopravvivenza, e la crescita, delle Imprese italiane è correlata alla loro Innovazione, ed il Credito d'Imposta Innovazione e Ricerca è lo strumento certo e di immediata attuazione, quali le possibili scelte per un imprenditore:
  • Astenersi dall'Innovare, per cui ogni riflessione sulle ripercussioni non merita ulteriori narrazioni;
  • Utilizzare il Credito d'Imposta per recuperare le risorse investite, internamente ed in commesse Extra Muros (centri ricerca universitari). Attività tipica per le Grandi Imprese;
  • pianificare un progetto d'Innovazione con i propri consulenti, commissionando attività di ricerca e coinvolgendo il proprio staff;
  • integrare il proprio processo d'innovazione in progetti di ricerca in corso, valorizzando i costi sostenuti per attività utili alla ricerca in corso e pianificando un progetto pluriennale in stretta collabolarazione con le Università.
Le due ultime opzioni, con il necessario supporto, possono divenire il volano per lo sviluppo italiano, valorizzando le capacità, ma necessitano che venga debellato il tradizionale individualismo. Il grafico seguente rappresenta la comparazione dei due modelli in un'azienda di piccole dimensioni.




Questa è la chiave di lettura con cui leggo la bozza di modifica prevista dal 2019:
  • riduzione della soglia massima, annuale, dagli attuali 20 milioni a 10 milioni. Un massimale doppio rispetto a quello originario ed irragiungibile dalle PMI italiane, cioè per il 99% delle imprese italiane, che necessitano di questo strumento per innovarsi;
  • necessità di definire, attraverso una concreta progettualità pluriennale, gli obbiettivi, escludendo la possibilità di procedere a parziali ed inorganiche attività d'innovazione, spesso riconducibile all'acquisizione di un solo impianto;
  • riduzione dell'aliquota di recupero dal 50 al 25% delle forniture da parte di aziende, privileggiando, attraverso la conferma del 50% i costi sostenuti dal personale aziendale, o da nuove figure da integrare, e dalle attività fornite da Centri di Ricerca ed Università;
  • agevolazione nell'assunzione di Manager Innovativi, indispensabili per la crescita delle PMI, formati e selezionati dalle Università e dalle società di recruiting dotate di competenze e strumenti innovativi.
Ruolo rilevante deve essere svolto dalle Università, sia per supportare la ricerca che per le attività formative, e di trasferimento culturale, anche in considerazione di quanto dichiarato dal presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim che commenta così il World Development Report 2019: The Changing Nature of Work: “La natura del lavoro sta cambiando e lo sta facendo rapidamente. Non sappiamo per quali lavori concorreranno i bambini delle scuole elementari di oggi, perché molti di questi lavori non esistono ancora. La grande sfida è quella di fornire loro le competenze di cui avranno bisogno, indipendentemente dall’aspetto dei lavori futuri”. Impegno pienamente svolto da molte Università, e condiviso dal Laboratorio della Sostenibilità che ha avviato due corsi di Formazione Superiore in Business Analysis e Facility Management e, con le aziende ICT la valutazione di nuovi percorsi formativi, con il loro coinvolgimento, sia nella definizione che nell'erogazione della formazione. Suggerimenti che si stanno raccogliendo, attraverso un sondaggio (https://www.survio.com/survey/d/L0F2I2T5X0S6P9G3N), finalizzato alla costruzione di percorsi formativi realmente corrispondenti alle esigenze nelle aziende ICT e nelle PMI che avviano un processo d'innovazione. COLORO CHE AVRANNO CONTRIBUITO, ATTRAVERSO LA COMPILAZIONE DEL SONDAGGIO, SARANNO INVITATI ALLA DEFINIZIONE DELLE ATTIVITA' DI FORMAZIONE AVANZATA ED ALLA SELEZIONE DEI DOCENTI.
Ma, di pregevole merito risulta essere anche l'iniziativa avviata dai colleghi Piemontesi, attraverso la Spin System di Bruxelles, per supportare i RICERCATORI universitari, in correlazione con le Imprese, nell'industrializzazione delle ricerche.


Questo lo spirito alla base dei progetti sviluppati dal Laboratorio della Sostenibilità e le Università coinvolte. I progetti predisposti, e sperimentalmente avviati, per le aziende ICT, per le società di RECRUITING, per gli INCUBATORI di PMI e le reti distributive (articolo del 3 settembre 2018), per il Facility nella gestione dei CONDOMINI e le Imprese Edili, per le AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE e la valorizzazione dei beni culturali, attraverso l'innovazione delle Imprese Edili, per le aziende impegnate nell'Alimentazione e nel BENESSERE, per le strutture di Social Housing, sono un valido esempio.



I consulenti, e le società specializzate in finanza agevolata, devono svolgere innanzi tutto il ruolo di Business Analyst, ed aiutare a condurre le aziende verso l'Innovazione, attraverso una corretta Business Analysis e supportare le PMI, con un innovation manager, nella ricerca di progetti ed attività a cui aggregare la PMI.

Sinergie tra l'indirizzo, ed il coordinamento, nazionale e le organizzazioni locali.

Un progetto che può essere correttamente rappresentato da una CLESSIDRA,

con gli ATTORI raggruppati per AREA, della ricerca, dell'integrazione industriale, del coordinamento, del supporto locale e di filiera, all'INNOVAZIONE delle PMI e la realizzazione di opere sociali.
Uno schema in cui ogni ATTORE può ritrovare la sua collocazione, in relazione al RUOLO che vuole, e può, rivestire, in relazione alle capacità.  
  


Sinergie per Innovare l'Italia e gli italiani, che potranno produrre concreto sviluppo ed occupazione.
Sinergie che, come nelle amicizie e nei rapporti sentimentali, devono basarsi su precisi valori: fiducia, rispetto, trasparenza, bilanciamento del dare/avere. L'assenza di uno di essi ne impedirà la nascita ed incrinerà il prosieguo, divenendo l'unico limite allo sviluppo.
Gli strumenti, per soggetti sani, che vogliono "FARE" e non "LAMENTARSI", ci sono tutti, per coloro che avanno il coraggio. Meriti e Demeriti saranno solo degli Italiani.


Laboratorio della Sostenibilità





martedì 9 ottobre 2018

BLOCKCHAIN: OLTRE LA FINANZA.Una TECNOLOGIA a SUPPORTO dello SVILUPPO




La traduzione letterale è "catena di blocchi", cioè un Peer to Peer per condividere risorse informatiche (banda, memoria, CPU), in cui i dati sono distribuiti e gestiti attraverso algoritmi che gestiscono una tracciatura condivisa e certificata.
La distribuzione di un registro, record o block, interconnessi e criptati, attraverso i puntatori hash, contenuti in ogni record, tracciano il collegamento al blocco precedente, impedendone la modifica da parte di un sigolo utente, senza il consenso di tutti gli attori coinvolti che hanno condiviso le regole del protocollo adottato.
Un modello che permette di ridurre le risorse informatiche necessarie, grazie alla distribuzione dei database, anche se in parte ridondanti.
Si narra che il primo esempio risalga al 1991, da parte di W.Scott Stornetta e Stuart Haber, per giungere alla prima applicazione distribuita di Satoshi Nakamoto, in materia finanziaria, che ha correlato il nome “blockchain” alle criptovalute, e quindi alla successiva speculazione finanziaria e più grande “bolla speculativa” della storia umana.
Difatti, come ogni innovazione, emerge la “genialità” di pochi che, nelle fasi di sviluppo, colgono le mere opportunità speculative.
Il modello della condivisione e distribuzione di capacità elaborative, vera opportunità del peer-to-peer, ha una storia ben più antica che, slegata dalle tecnologie, è stata applicata a modelli organizzativi aziendali, sfociati oggi nei modelli “AGILE”.

In tema informatico, il modello di riferimento è la struttura di “ARPANET”, da cui ne deriva Internet, sviluppata già nel lontano 1969, e probabilmente in tanti avranno approcciato progettazioni ICT, precorrendo quello che oggi è coniato con il termine “BLOCKCHAIN”.

La blockchain è venuta alla ribalta per gestire le criptovalute, come chiarito nel seguente filmato:



Personalmente, nei progetti ICT affrontati dal 1982, periodo in cui occorreva creare ogni strumento, e gestire risorse scarsissime e costosissime, mi hanno portato allo sviluppo, nel 1985, di una struttura dati, per la Bavaria Assicurazioni, che integrava nei record, dei file di ricerca (numero polizza, contraente e targa), dei campi che permettevano di collegare in liste, la cui somma di codici Ascii era identica (TA123456 con AT654321), qualche anno dopo registrata da Hams, al record precedente e successivo, permettendo a preistorici personal computer di ridurre i tempi di ricerca di una polizza dai 3 giorni a meno di 3 minuti. Un'esperienza applicata a qualcosa che oggi potremmo definire un algoritomo Distributed Ledger Technologies (DLT), o comunemente conosciuto come Blockchain. Nel 1991, a seguito del default finanziario della Federconsonzi, e la conseguente entrata in liquidazione coatta amministrativa di molti Consorzi Agrari Provinciali, si avviararono processi di efficientamento, adottando le tecnologie informatiche per ottimizzare. Obbiettivo era la riduzione dei costi di trasporto e facchinaggio, del valore di diverse decine di miliardi di lire, causati da informazioni cartacee distribuite inefficientemente tra le sedi periferiche, e dalla, non trascurabile collusione di alcuni funzionari con i fornitori di servizi di trasporto e facchinaggio. Come oggi, anche a 30 anni fa era prioritaria la piena valorizzazione delle risorse, oggi legate alla criticità derivante dalla globalizzazione ed alla enorme mole di dati, anche se supportati da potenze di calcolo, di archiviazione e di banda, miliardi di volte superiori. Lo scenario del 1990 era: sistema centrale S36, con unità di archiviazione composte da Hard Disk di qualche centinaio di Megabyte e sistemi a nastro (pizze), periferia dotabile di PC con decine di Megabytye, ma, maggiore criticità, la interconnessione, attraverso accoppiatori acustici su linee telefoniche che, nelle aree più remote, rendevano difficoltose anche le comunicazioni verbali, a causa di fortissimi rumori di fondo (fruscii). Quindi, il progetto prevedeva:
  • distribuzione degli archivi sulla rete di PC e Sistema centrale;
  • trasferimento di dati parziali tra le sedi;
  • protocolli di sicurezza per l'accesso;
  • criptazione delle informazioni;
  • protocolli di verifica sulla corettezza dei dati trasmessi;
  • verifica, in rete, della univocità delle transazione e la certificazione della localizzazione della merce;
  • frammentazione in blocchi, integrati nei record della merce e delle attività ad essa connesse, archiviata nei singoli luoghi e trasmessa parzialmente durante le attività di movimentazione, la cui ricostruzione permetteva la rigenerazione della tracciabilità.
Un sistema che ha permesso di efficientare la disponibilità di merce per gli agricoltori locali, e produrre un risparmio medio annuo di oltre un miliardo, delle vecchie lire, a fronte di un investimento circa 600 milioni.

Un algoritmo di Blockchain, se non il primo, creato per generare efficienza ed innovazione, e non speculazione.

Oggi, dopo l'uso speculativo, legato alla finanza, si sta riscoprendo il potenziale di un modello a supporto dell'efficienza e lo sviluppo.

Negli USA, ma seguiti a ruota Svezia, Olanda e Regno Unito, stanno applicando il modello del blockchain alle transazioni immobiliari e, il parlamento del Nevada che, nel 2017, ha approvato una legge per liberalizzare completamente il blockchain. In particolare l'articolo 13:
  • impedisce alle autorità locali di imporre qualsiasi tassa sul blockchain o sugli smart contract;
  • impedisce di richiedere qualsiasi forma di licenza per l'uso del blockchain o degli smart contract;
  • impedisce di fare qualsiasi altra richiesta sull'uso del blockchain.

Anche il governo italiano sta affrontando il tema, in chiave “OPPORTUNITA' di SVILUPPO”, creando una specifica commissione, basata su premesse di assoluta condivisibilità:
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1. PREMESSA
Per Distributed Ledger Technologies, (di seguito anche DLT), che possiamo rendere in italiano con “Tecnologie basate su registri distribuiti”, si intendono le tecnologie e i protocolli informatici che usano un registro condiviso, distribuito, replicabile, decentralizzato, crittografato, che consente di validare, archiviare e aggiornare dati non alterabili e non modificabili, protetti da crittografia, verificabili da ciascun partecipante. Le DLT necessitano di una rete peer-to-peer idonea a gestire la raccolta del consenso tra i vari nodi del registro e l’approvazione delle operazioni che avvengono sullo stesso.
La blockchain è il protocollo più noto utilizzato per la memorizzazione permanente del consenso su un registro distribuito. Nato come protocollo di base del Bitcoin, la più nota tra le criptovalute, la blockchain si è presto affrancata dalla mera applicazione finanziaria e risulta adattabile a molteplici necessità, pubbliche e private.
La blockchain si basa sul superamento del c.d. middleman, ovvero i soggetti che, a qualsiasi titolo, hanno il potere di validare determinate transazioni, scambi, registri. Tale tecnologia mira a creare un meccanismo di consenso basato sulla crittografia che permette, a tutti i partecipanti alla rete, di poter confidare nella legittimità di una determinata transazione, senza la necessità che la stessa sia, in qualche modo, validata da qualsivoglia soggetto.
Negli ultimi anni sono state avviate molteplici sperimentazioni a livello globale che hanno visto l’applicazione del protocollo in parola in diversi settori. La blockchain può essere utilizzata, infatti, per la gestione di documenti pubblici o privati (passaporti, certificati anagrafici) o di registri (aziendali, personale, scolastico), per la riscossione delle imposte, per automatizzare rapporti contrattuali attraverso l’utilizzo dei c.d. smart contracts, per la tracciabilità trasparente di fondi privati o pubblici, per le certificazioni di origine e la tracciabilità di determinati prodotti ma anche per la gestione di identità digitali e la fruizione di servizi di e-government.
Nel tempo questa tecnologia emergente ha attirato l’attenzione di legislatori e regolatori a livello globale.
Il Parlamento europeo già nel 2016 riconosceva le immense potenzialità delle tecnologie basate su registri distribuiti nella Risoluzione (2016/2007(INI)) 1 osservando come tali tecnologie siano in grado di “accelerare, decentrare, automatizzare e standardizzare i processi basati sui dati a un costo inferiore (…) potrebbe consentire grandi innovazioni in termini di efficienza, rapidità e resilienza, creando però, al contempo, nuove sfide dal punto di vista della regolamentazione; (..) sottolinea inoltre che la DLT potrebbe essere utilizzata per aumentare la condivisione di dati, la trasparenza e la fiducia non solo tra il governo e i cittadini, ma anche tra gli operatori del settore privato e i clienti”.
La Commissione europea il 10 aprile 2018 ha anche promosso una partnership europea sul tema, nonché istituito un Osservatorio e un forum europeo per monitorare le iniziative nazionali, gli sviluppi e i risultati raggiunti da questi e lo scambio di best practices che possano ispirare un approccio europeo2.
Attraverso la partnership, cui il Governo italiano ha aderito il 27 settembre 2018 su iniziativa del Ministro Luigi Di Maio, la Commissione europea intende consolidare il ruolo di imprese, attori pubblici e centri di ricerca europei nello sviluppo di questa tecnologia nella consapevolezza che “l’Europa si trova nelle condizioni adatte ad assumere un ruolo guida globale nello sviluppo e nelle applicazioni della blockchain e delle tecnologie basate su registri distribuiti, le quali possono cambiare il modo in cui cittadini e organizzazioni collaborano, condividono informazioni, eseguono transazioni, organizzano e forniscono servizi.”
L’Italia non può essere da meno e deve rivestire un ruolo propulsivo nel dibattito in corso a livello europeo e globale. Le tecnologie DLT e la blockchain, in particolare, stanno diventando sempre più centrali nello sviluppo del digitale tanto a livello di iniziativa privata, quanto nel settore pubblico, e l’Italia deve saperne sfruttare la rilevanza strategica e promuoverne la ricerca e lo sviluppo.
DLT e blockchain, nello scenario della quarta rivoluzione industriale, stanno attirando investimenti significativi a livello globale e proponendo questioni regolatorie particolarmente rilevanti. Per consentire all’Italia di avere un ruolo trainante nello sviluppo di questi settori e rendere il nostro Paese protagonista del cambiamento, è necessaria una compiuta analisi del fenomeno, del potenziale competitivo dell’industria italiana e valorizzare le best practices esistenti, attraverso l’elaborazione di una Strategia Nazionale sulle Tecnologie basate su Registri Distribuiti (di seguito anche Strategia Nazionale Blockchain).

Le tecnologie ICT, tra le quali la blockchain, devono divenire il volano per la crescita dell'Italia, abbatendo il principale ostacolo dell'individualismo ed isolamento, che deve essere contrapposto da una cultura della crescita sinergica. Una cultura che deve essere trasmessa alle PMI dai consulenti, associazioni di categoria e pubblica amministrazione, coinvolgendo, o creando le figure necessarie:



Le tecnologie ICT sono oggi accessibili ai più, i giga che costavano diversi miliardi, e migliaia di metri quadri, oggi costano pochi euro e contenuti in centimetri quadrati, ma anche le infrastrutture trasmissive permettono di sviluppare Business Model con costi sostenibili, anche fruendo dell'innovazione e delle tecnologie di grandi player com Cisco. L'integrazione della BLOCKCHAIN con l'ARTIFICIAL INTELLIGENCE, con la BIG DATA ANALYSIS e le piattaforme CLOUD, può rivoluzionare i modelli organizzativi e di business, valorizzando le eccellenze della competenza e della creatività degli italiani, che da millenni hanno condotto all'innovazione l'intera umanità.

Le tecnologie possono supportare, con estrema efficienza, le interconnessioni tra soggetti operanti in filiere, favorendo un solido matching tra aziende, non mero marketing, ma basato sull'integrazione di competenze eccellenti, che con la digitalizzazione hanno avviato il processo d'innovazione e di apertura verso la trasparenza.


Innovazione e sviluppo che potranno essere applicati a tutti i settori economici, ma anche sociali, dalla sanità, all'amministrazione pubblica, all'agricoltura ed alimentazione, alla manifattura, alla sicurezza, ecc.
Sviluppo di innovazione in modalità innovativa, creando sinergie nella condivisione attraverso la creazione di incubatori territoriali o tematici.

Innovazione in modalità “AGILE”, senza l'applicazione di modelli prestrutturati che impedirebbero la reale innovazione. Come per l'ICT, anche le principali aziende mondiali, operano in regime di continua “Sperimentazione”, strettamente legata a skills più complessi che, come ha dichiarato il dr. Ciccolini, CIO di Whirlpool, occorrono competenze multiple (di business e di ICT). Un processo d'innovazione che deve nascere dal capitale umano, come dichiarato da AXA, in cui il coordinamento dei processi d'innovazione è affidato alla responsabile Human Resources.





Occorre recuperare, per l'intera umanità, il gap generato da oltre quattro secoli di mancata innovazione, a cui non è corrisposto un fermo demografico e di sfruttamento dell'ambiente.
Occorre andare “OLTRE l'AGILE”, distruggere per costruire e costruire dalla distruzione, non certamente l'ambiente ma i modelli. Avere il coraggio di adattarsi al modello con cui il nostro universo è nato e si evolve, dal Big Bang, e di cui sappiamo ancora poco. Modelli in continua evoluzione, difficilmente regolamentabili a priori, che necessitano di sperimentazione e rapidi adattamenti, che sovrappongono a regole standardizzate prodotte dalle Università a Cultura della sperimentazione ed Innovazione, che si rigenerano parallelamente all'evoluzione e rigenerazione dell'ambiente che ci circonda, altrimenti corriamo il rischio di finire come i Grandi Dinosauri, che pensavano di dominare l'Universo a loro conosciuto, o, più recentemente, i popoli dell'Isola di Pasqua.




L'Italia, come il resto del Mondo, hanno quanto necessario, anche il supporto di risorse pubbliche, per cui restare al palo non può che essere una scelta legata a limiti culturali.


Piano prof. Michele
m.piano@laboratoriosostenibilita.ch

venerdì 12 maggio 2017

RICERCA: Il Governo Italiano finanzia completamente le fasi iniziali di progetti Horizon 2020


La genialità italiana è spesso imbrigliata da problematiche legate alla soluzione di problemi immediati, costringendo l'imprenditore a trascurare il futuro delle propria azienda. La burocrazia e la limitata disponibilità di risorse finanziarie ne divengono il colpo di grazia.


Spesso eccellenti idee, anche sogni utopici, restano chiusi nei cassetti di geniali imprenditori, anche se è questo che ha fatto grande gli italiani e da quei "sogni" sono nate oltre l'80% delle tecnologie che utilizziamo.
Un passato che può riemergere, come dimostrato ampiamente da coloro che innovano e da eccellenti start-up italiane, o anche dai nostri vicini europei.


Horizon 2020 è un'opportunità per lo sviluppo dell'azienda e, grazie al supporto delle Università, del governo Italiano e della Spyn System di Bruxelles, è possibile individuare i necessari partner e definire correttamente il progetto per la Commissione Europea, senza costi e valorizzando le risorse aziendali sin dalle prime fasi.


Lo strumento permette, agevolmente, fino a 2,5 milioni di euro.

L'obiettivo della Commissione Europea e' finalizzato al risveglio delle PMI verso l'innovazione e la ricerca, permettendo l'approntamento di un chiaro progetto basato su idee che giacerebbero nel cassetto dei sogni imprenditoriali, le cui attivita' iniziali saranno svolte presso le strutture esistenti e, quelle successive, presso la sede del soggetto indicato o in altra area dell'UE, anche in sinergia con altri soggetti giuridici.

Avviare un concreto progetto di ricerca, producendo una concreta documentazione, è il mezzo per valutare concretamente la sostenibilità delle idee e poter attingere anche a finanziamenti privati, in tavoli italiani ed internazionali.

APPROFITTA DELL'OPPORTUNITA' PER FAR CRESCERE LA TUA AZIENDA E GARANTIRE IL SUO FUTURO.

Per informazioni:

Ufficio segreteria
Laboratorio della Sostenibilità

segreteria@laboratoriosostenibilita.ch



domenica 2 aprile 2017

INTERREG ITALIA SVIZZERA - FASE 2



Giunti alla fase 2 i progetti Interreg, con l'avvio dei laboratori. Nel laboratorio organizzato dall'Italia (Varese 28 marzo) il nostro progetto SHH@H, 





ed in quello di Manno – Lugano, del 6 aprile, i progetti SAAB e BOSCHI 4.0.




Gli enti erogatori hanno presentato i risultati, precisando che su questo bando è stato stanziato l'80% del totale previsto per il quinquennio. Nell'occasione si sono avviate le attività di fusione, tra i progetti presentati, per integrarli e renderli organici con gli obbiettivi prefissi dai 5 assi di Interreg ITA-CH.

Il Laboratorio della Sostenibilità, promotore dei progetti SHH@H (Social Housing Healt at Home), SAAB (Sistemi Automatici di Alimentazione per il Benessere) e BOSCHI 4.0 (gestione e manutenzione di aree verdi pubbliche e private), è fortemente impegnato nelle attività di integrazione, di partner e di progetti, con l'obiettivo di sviluppare i progetti presentati verso modelli d'eccellenza e con ricadute importanti per i territori, le amministrazioni, le università e le aziende, avviando le basi per ulteriori opportunità di ricerca, industriali e commerciali

Dalla presentazione, nel settembre 2016, sono intervenute ulteriori importanti aggregazioni, sia attraverso la diretta partecipazione che attraverso il supporto al Laboratorio della Sostenibilità.

SHH@H
il progetto ha l’obiettivo di applicare le tecnologie che hanno dato vita al progetto
Healt@Home (H@H), nato dalla società promotrice e basato sulle ricerche condotte dal
prof. Piano ed oggetto dei corsi universitari di Domotica e del libro da esso scritto (Energie
Rinnovabili e Domotica), per efficientare un edificio e migliorare la qualità della vita dei
suoi utenti, anche attraverso l’integrazione di tecnologie sanitarie, connesse a centri
specialistici e strutture ospedaliere

PARTNER

IGECO, Cooperativa sociale ABITARE, Futura Green-Tech, FaroMedia, Mediaconsult SA

con il supporto tecnologico delle Università italiane partner del Laboratorio

il progetto è correlato alla realizzazione dell'edificio sperimentale nel Ticino (in parte dedicato ad incubatore di società italiane) ed ad un progetto, in fase di definizione, di edifici residenziali e di incubazione su San Marino.
Inoltre, la stessa tecnologia, basata su pareti prodotte con stampa 3D, e rese intelligenti dall'integrazione di tecnologie BACS (Building Automation and Control System), energetiche e medicali, sarà applicata in aree particolarmente interessanti italiane, in cui saranno realizzati villaggi dotati di strutture di wellness ed aree di ristoro. Nelle cui aree di ristoro verranno serviti piatti e vini, valorizzando la qualità di prodotti locali e biologici ed eccellenti vini, accuratamente selezionati da esperti sommelier ed abbinati ad un'alimentazione tradizionale e sana, riesumando le reali ricette dell'antica cucina italiana, precedenti alla revisione da parte di colui che è ritenuto il padre della cucina "MODERNA" Pellegrino Artusi (1820 – 1911).

Il BIM (Business Information Modelling), l'ERP ed il CRM, usati nel progetto saranno alla base di un progetto di Innovazione per reti di qualificate imprese che operano nei servizi (edili, impiantistici, manutentivi, amministrativi, efficientamento, ecc.) per condomini.

Tematiche che verranno divulgate sui territori svizzero ed italiano sia dai partner che attraverso convegni, nonchè attraverso il mio prossimo libro edito da FrancoAngeli

SAAB
Il progetto ha l’obiettivo di mettere a punto una macchina per la produzione e distribuzione
di piatti caldi, basati sul riso, che contengano il corretto mix di alimenti per una corretta
alimentazione, compatibili con specifiche esigenze alimentari o regimi alimentari
personalizzati. La macchina utilizzerà prodotti qualitativamente selezionati che verranno
trasformati in pasti equilibratamente corretti in relazione a specifiche esigenze, attraverso
un processo di preparazione che ne valorizzi le caratteristiche ed il gusto. I prototipi
saranno installati in strutture sanitarie e mense scolastiche.

PARTNER
Futura Green Tech, Mediaconsult SA, FaroMedia, Sommelier dell'AIS, unità nutrizionali e fisioterapeutiche del Cardiocentro-Univ.di Zurigo, Conbio gruppo Granarolo, Marchesato degli Aleramici, EcoArea

Il progetto si pone l'obbiettivo di risolvere, efficientemente ed efficacemente, l'evoluzione sociale del mondo in cui viviamo, con tempi e materie prime, spesso incompatibili con una sana alimentazione, per cui emerge la necessità di reinventare una nuova cucina che riesumi le ricette dei nostri antenati, basati su millenni di esperienza umana, nel pieno rispetto dell'ambiente del corpo umano.
Difatti, l'alimentazione, a seguito di un incremento del benessere, spesso riservato a pochi, è stata stravolta per migliorarne il "gusto", con danni per quella perfetta macchina progettata e realizza da Madre Natura, il corpo umano. Questa rivoluzione non poteva che essere stata avviata in uno dei territtori più ricchi del Basso Medioevo, lo Stato Pontificio, da Pellegrino Artusi, nella metà del 18" secolo, che è ritenuto il padre della cucina moderna.

Nello spirito di "Mangiar Sano con Gusto" è fondamentale il supporto al progetto dei Sommelier dell'AIS, esperti del Cardiocentro, impegnati nella ricerca., e le competenze alimentari, nonchè vegane, di CONBIO, gruppo Granarolo (il maggior gruppo alimentare privato italiano).

Il progetto, dopo un'accurata ricerca sulle tradizionali ed eccellenti ricette tradizionali, avviata da quattro anni, vedrà la validazione, ed integrazione, da parte degli esperti del Cardiocentro, che da anni, con le Università di Zurigo, Università italiane e CNR, ed Università di altri Paesi, impegnati nello studio e sperimentazione degli effetti dell'alimentazione sul corpo umano, parallelamente alla ricerca sulla nuova frontiera della medicina, la Medicina Cellulare.

Il supporto dei tecnici del Cardiocentro sarà ulteriormente integrato dalla definizione di specifiche attività fisiche, finalizzate al benessere cardiocircolatorio, che influiranno sugli algoritmi (leggi ricette) e conseguentemente saranno specificatamente adeguate al fabbisogno del singolo utente in relazione a sue specificità dettate da esigenze e problematiche specifiche (diabete, allergie, intolleranze, individuali indicazioni nutrizionali, anche tratte da analisi dell'omega 3, dell'omega 6 e vitamine).

Il supporto dei tecnici del gruppo Granarolo, con la pluridecennale esperienza nell'alimentazione, anche vegana e Bio, permetteranno di selezionare le migliori ricette, anche in relazione all'efficienza degli impianti tecnologici di produzione, nonchè le alternative Vegane, prive di proteine animali.

Ma anche i sommelier apporteranno il loro know how nella definizione delle ricette per una perfetta abbinabilità di vini artigianali, che al gusto coniugherà l'apporto delle pregiate sostanze contenute in un buon vino, anch'essi coinvolti nello sviluppo di una rete d'eccellenze italiane, coinvolti nelle aree di ristoro, ove sarà possibile degustarli,

Carbonara di lambascioni
Riso al Gronco
Analisi ed abbinamento cibo vino


Tzatziki cold rice


Anche queste tematiche saranno divulgate sui territori svizzero ed italiano sia dai partner che attraverso convegni, nonchè attraverso il mio prossimo libro edito da FrancoAngeli

BOSCHI 4.0
Il progetto ha l’obiettivo di realizzare un sistema di controllo e prevenzione delle aree
boschive, anche insediando impianti per la coltivazione di piante autoctone. Il sistema sarà basato su un impianto di monitoraggio di precisione, attraverso sensori installati nell’area e su droni.

PARTNER
GELSO, TooBee, FaroMedia, Futura, Mediaconsult SA, Univ.del Piemonte Orientale, IPLA (ente boschi Piemonte)

anche questo progetto, per i suoi servizi e tecnologie, sarà integrato negli sviluppi futuri dei due precedenti progetti, per il monitoraggio delle aree, delle strutture degli edifici e dei quartieri nati da SHHH@H e dalla ricerca sulle Intelligent Wall


INNOVAZIONE, ECCELLENZA E SVILUPPO GENERATE DALLA SINERGIA, SIA PER LA QUALITA' DEI PROGETTI CHE PER LA CRESCITA DEGLI ATTORI COINVOLTI

Piano prof. Michele
m.piano@laboratoriosostenibilita.ch