I
ricercatori italiani tra i migliori al mondo fuggono all’estero in
cerca di lavoro. Un danno colossale per l’economia italiana. Quanto
riportato su DazebauNews, che aggiunge: L'Italia
non e' piu' in grado di offrire ai giovani una minima possibilita' di
impiego.
Coniugare
e coordinare, armonizzando correttamente questi aspetti porterebbe
risorse alla RICERCA ed ai RICERCATORI, accelerando lo sviluppo delle
aziende italiane che potrebbero avvalersi delle competenze di tecnici
qualificati ericercatori di alto livello con forti ricadute
occupazionali.
le startup hanno idee
interessanti;
spesso le startup presentano le
idee senza aver sviluppato un corretto Business Model;
gli Startupper ed i Finanziatori
richiedono Business Model validati;
durante lo sviluppo
del Business Model potrebbe scaturire la necessità del
perfezionamento del modello e/o prodotto, o valutarne l'abbandono;
ricercatore ed
ideatore necessitano di una iniziale validazione, attraverso il
confronto con aziende, anche artigianali, con cui condividere i
primi passi ed il percorso;
anche i fondi UE
sono erogati solo in presenza di un'azienda, in questo caso per
evitare di finanziare la sola ricerca e la vendita ad investitori
extraUE del progetto finanziato;
le startup sono
anche il volano d'innovazione delle Medie e Grandi Imprese, in
quanto sono le strutture snelle che permettono di sperimentare le
idee più innovative, riducendone i rischi nella fase d'avvio del
prodotto/processo, a cui seguirà la successiva
integrazione/assorbimento (Merging o Acquisition).
Solo
la sinergia tra GIOVANI, con voglia di crescere, ed Imprenditori, che
credono nella propria azienda, può permettere di cogliere pienamente
il mix di risorse economiche disponibili per l'Innovazione e
Crescita.
Borse
di Studio per le figure richieste che concretamente credano
nell'Innovazione. Contributi per l'assunzione di queste figure nelle
aziende che Innovano, ai quali sono riservate importanti risorse
economiche per l'Innovazione aziendale. Ricercatori ed Esperti hanno
le loro opportunità da cogliere.
Il
Laboratorio della Sostenibilità, la Spin System e le Università
partner, hanno approntato un percorso, condiviso con Finanziatori e
Startupper (a cui viene offerto il supporto gratuitamente ed è gradita la partnership, segreteria@laboratoriosostenibilita.ch ), che ne assicura la certezza di avvio.
BORSE di RICERCA per premiare i
Ricercatori, con idee Innovative e Sostenibili, in un INNOVATIVO MODELLO DI SMART
WORKING, in collaborazione con i Partner del PROGETTO INTERREG SMART WORKING, ma con capacità di
visioni concrete e di interesse per il tessuto economico-produttivo.
Nell'ambito delle attività di Ricerca,
che saranno avviate presso l'Università di San Marino, saranno
assegnate Borse di Ricerca, per i progetti che saranno caricati su: Scheda Progetto di Ricerca
20 Borse di ricerca 2019, per i
progetti presentati entro il 12 aprile 2019;
60 Borse di studio 2020, per i
progetti presentati entro il 31/12/2019.
Il programma Borse di Studio rientra
nel percorso d'Innovazione e Formazione presentato nel Webinar
dell'Università Svizzera SUPSI, la cui registrazione è visionabile
su PROGETTARE, FINANZIARE e CONDURRE l'INNOVAZIONE SOSTENIBILE (link all'interno dell'articolo).
Il Credito d'Imposta,
presente tra gli incentivi italiani dal 2007, è correntemente
utilizzato in numerosi paesi europei per finanziare la ricerca, come
per l'Irlanda e la Germania. Uno strumento che riduce notevolmente i
costi burocratici delle Pubbliche Amministrazioni, che in Italia
erodono dal 23 al 73% dei fondi disponibili.
Nelle PMI Italiane, la
ridotta lungimiranza, l'assenza di consulenti dell'innovazione
(Innovation Manager), nonchè di Business Analyst, coniugata alla
ridotta apertura delle Università a progetti di dimensione ridotta,
impedisce l'indispensabile innovazione. Un compito a cui le
Università impegnate con il Laboratorio della Sostenibilità hanno
colto pianificando una specifica formazione queste ed altre figure,
che lo stesso decreto finanzia nella formazione e nell'assunzione.
Le organizzazioni
strutturate, delle Grandi Imprese, hanno valorizzato pienamente lo
strumento del Credito d'Imposta in Innovazione e Ricerca, in quanto
le attività richieste per la fruizione sono svolte correntemente,
richiedendo, ed ottenendo, l'incremento del massimale annuo dai 5
milioni agli attuali 20 milioni.
Le PMI, che costituiscono
il 99% del sistema economico italiano, necessitano di un supporto per
la loro crescita per cogliere le opportunità disponibili, non
necessitando di ulteriori strumenti. In particolare lo strumento del
Credito d'Imposta Innovazione e Ricerca, avviato nel 2015, permette,
con la corretta conduzione, di sviluppare un percorso d'innovazione
concreto, senza la necessità di partecipare a bandi, dalla
ridottissime probabilità, ma con la certezza di disporre dei fondi,
in quanto non ancora versati allo stato.
Gli Innovation Manager, i
Business Analyst e gli Imprenditori devono lavorare nello sviluppo di
un progetto, correttamente proporzionato alle reali capacità ed
opportunità, in cui l'innovazione deve divenire il mezzo.
Raramente le PMI
dispongono al loro interno delle figure necessarie ad affiancare
l'imprenditore nella conduzione di processi complessi, come
l'Innovazione, che per le aziende strutturate sono visti come
semplici opportunità. Un importante ruolo lo possono rivestire i
Commercialisti, i consulenti ICT, le Associazioni di Categoria, i
consulenti di Finanza Agevolata, tutti attori che dovrebbero porsi
l'obbiettivo di far crescere il proprio cliente/associato, in quanto
fonte di lavoro nel tempo, anche supportati dalle attività formative, di cui al sondaggio nell'articolo del 27 settembre 2018.
Se la sopravvivenza, e la
crescita, delle Imprese italiane è correlata alla loro Innovazione,
ed il Credito d'Imposta Innovazione e Ricerca è lo strumento certo e
di immediata attuazione, quali le possibili scelte per un
imprenditore:
Astenersi
dall'Innovare, per cui ogni riflessione sulle ripercussioni non
merita ulteriori narrazioni;
Utilizzare il
Credito d'Imposta per recuperare le risorse investite, internamente
ed in commesse Extra Muros (centri ricerca universitari). Attività
tipica per le Grandi Imprese;
pianificare un
progetto d'Innovazione con i propri consulenti, commissionando
attività di ricerca e coinvolgendo il proprio staff;
integrare il proprio
processo d'innovazione in progetti di ricerca in corso, valorizzando
i costi sostenuti per attività utili alla ricerca in corso e
pianificando un progetto pluriennale in stretta collabolarazione con
le Università.
Le due ultime opzioni,
con il necessario supporto, possono divenire il volano per lo
sviluppo italiano, valorizzando le capacità, ma necessitano che
venga debellato il tradizionale individualismo. Il grafico seguente
rappresenta la comparazione dei due modelli in un'azienda di piccole
dimensioni.
Questa è la chiave di
lettura con cui leggo la bozza di modifica prevista dal 2019:
riduzione della
soglia massima, annuale, dagli attuali 20 milioni a 10 milioni. Un
massimale doppio rispetto a quello originario ed irragiungibile
dalle PMI italiane, cioè per il 99% delle imprese italiane, che
necessitano di questo strumento per innovarsi;
necessità di
definire, attraverso una concreta progettualità pluriennale, gli
obbiettivi, escludendo la possibilità di procedere a parziali ed
inorganiche attività d'innovazione, spesso riconducibile
all'acquisizione di un solo impianto;
riduzione
dell'aliquota di recupero dal 50 al 25% delle forniture da parte di
aziende, privileggiando, attraverso la conferma del 50% i costi
sostenuti dal personale aziendale, o da nuove figure da integrare, e
dalle attività fornite da Centri di Ricerca ed Università;
agevolazione
nell'assunzione di Manager Innovativi, indispensabili per la
crescita delle PMI, formati e selezionati dalle Università e dalle
società di recruiting dotate di competenze e strumenti innovativi.
Ruolo rilevante deve
essere svolto dalle Università, sia per supportare la ricerca che
per le attività formative, e di trasferimento culturale, anche in
considerazione di quanto dichiarato dal
presidente della Banca Mondiale Jim
Yong Kimche
commenta così il World Development Report 2019: The Changing Nature
of Work:
“La
natura del lavoro sta cambiando e lo sta facendo rapidamente. Non
sappiamo per quali lavori concorreranno i bambini delle scuole
elementari di oggi, perché molti di questi lavori non esistono
ancora. La grande sfida è quella di fornire loro le competenze di
cui avranno bisogno, indipendentemente dall’aspetto dei lavori
futuri”. Impegno pienamente svolto da molte Università, e
condiviso dal Laboratorio della Sostenibilità che ha avviato due
corsi di Formazione Superiore in Business Analysis e Facility
Management e, con le aziende ICT la valutazione di nuovi percorsi
formativi, con il loro coinvolgimento, sia nella definizione che
nell'erogazione della formazione. Suggerimenti che si stanno
raccogliendo, attraverso un sondaggio
(https://www.survio.com/survey/d/L0F2I2T5X0S6P9G3N),
finalizzato alla costruzione di percorsi formativi realmente
corrispondenti alle esigenze nelle aziende ICT e nelle PMI che
avviano un processo d'innovazione. COLORO CHE AVRANNO CONTRIBUITO, ATTRAVERSO LA COMPILAZIONE DEL SONDAGGIO, SARANNO INVITATI ALLA DEFINIZIONE DELLE ATTIVITA' DI FORMAZIONE AVANZATA ED ALLA SELEZIONE DEI DOCENTI.
Ma,
di pregevole merito risulta essere anche l'iniziativa avviata dai
colleghi Piemontesi, attraverso la Spin
System di Bruxelles,
per supportare i RICERCATORI universitari, in correlazione con le
Imprese, nell'industrializzazione delle ricerche.
Questo lo spirito alla
base dei progetti sviluppati dal Laboratorio della Sostenibilità e
le Università coinvolte. I progetti predisposti, e sperimentalmente
avviati, per le aziende ICT, per le società di RECRUITING, per gli INCUBATORI di PMI e le reti distributive (articolo del 3 settembre 2018), per il Facility nella
gestione dei CONDOMINI e le Imprese Edili, per le AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE e la valorizzazione dei beni culturali, attraverso
l'innovazione delle Imprese Edili, per le aziende impegnate nell'Alimentazione e nel BENESSERE, per le strutture di Social Housing, sono un valido esempio.
I consulenti, e le
società specializzate in finanza agevolata, devono svolgere innanzi
tutto il ruolo di Business Analyst, ed aiutare a condurre le aziende
verso l'Innovazione, attraverso una corretta Business Analysis e
supportare le PMI, con un innovation manager, nella ricerca di
progetti ed attività a cui aggregare la PMI.
Sinergie tra l'indirizzo, ed il coordinamento, nazionale e le organizzazioni locali.
Un progetto che può essere correttamente
rappresentato da una CLESSIDRA,
con gli ATTORI raggruppati per AREA, della ricerca,
dell'integrazione industriale, del coordinamento, del supporto locale
e di filiera, all'INNOVAZIONE delle PMI e la realizzazione di opere
sociali.
Uno schema in cui ogni ATTORE può ritrovare la sua
collocazione, in relazione al RUOLO che vuole, e può, rivestire, in
relazione alle capacità.
Sinergie per Innovare
l'Italia e gli italiani, che potranno produrre concreto sviluppo ed
occupazione.
Sinergie
che, come nelle amicizie e nei rapporti sentimentali, devono basarsi
su precisi valori: fiducia, rispetto, trasparenza, bilanciamento del
dare/avere. L'assenza di uno di essi ne impedirà la nascita ed
incrinerà il prosieguo, divenendo l'unico limite allo sviluppo.
Gli
strumenti, per soggetti sani, che vogliono "FARE" e non
"LAMENTARSI", ci sono tutti, per coloro che avanno il
coraggio. Meriti e Demeriti saranno solo degli Italiani.
La
traduzione letterale è "catena di blocchi", cioè un Peer
to Peer per condividere risorse informatiche (banda, memoria, CPU),
in cui i dati sono distribuiti e gestiti attraverso algoritmi che
gestiscono una tracciatura condivisa e certificata.
La
distribuzione di un registro, record o block, interconnessi e
criptati, attraverso i puntatori hash, contenuti in ogni record,
tracciano il collegamento al blocco precedente, impedendone la
modifica da parte di un sigolo utente, senza il consenso di tutti gli
attori coinvolti che hanno condiviso le regole del protocollo
adottato.
Un
modello che permette di ridurre le risorse informatiche necessarie,
grazie alla distribuzione dei database, anche se in parte ridondanti.
Si
narra che il primo esempio risalga al 1991, da parte di W.Scott
Stornetta e Stuart Haber, per giungere alla prima applicazione
distribuita di Satoshi Nakamoto, in materia finanziaria, che ha
correlato il nome “blockchain” alle criptovalute, e quindi alla
successiva speculazione finanziaria e più grande “bolla
speculativa” della storia umana.
Difatti,
come ogni innovazione, emerge la “genialità” di pochi che, nelle
fasi di sviluppo, colgono le mere opportunità speculative.
Il
modello della condivisione e distribuzione di capacità elaborative,
vera opportunità del peer-to-peer, ha una storia ben più antica
che, slegata dalle tecnologie, è stata applicata a modelli
organizzativi aziendali, sfociati oggi nei modelli “AGILE”.
In
tema informatico, il modello di riferimento è la struttura di
“ARPANET”, da cui ne deriva Internet, sviluppata già nel lontano
1969, e probabilmente in tanti avranno approcciato progettazioni ICT,
precorrendo quello che oggi è coniato con il termine “BLOCKCHAIN”. La blockchain è venuta alla ribalta per gestire le criptovalute, come chiarito nel seguente filmato:
Personalmente,
nei progetti ICT affrontati dal 1982, periodo in cui occorreva creare
ogni strumento, e gestire risorse scarsissime e costosissime, mi
hanno portato allo sviluppo, nel 1985, di una struttura dati, per la
Bavaria Assicurazioni, che integrava nei record, dei file di ricerca
(numero polizza, contraente e targa), dei campi che permettevano di
collegare in liste, la cui somma di codici Ascii era identica
(TA123456 con AT654321), qualche anno dopo registrata da Hams, al
record precedente e successivo, permettendo a preistorici personal
computer di ridurre i tempi di ricerca di una polizza dai 3 giorni a
meno di 3 minuti. Un'esperienza applicata a qualcosa che oggi
potremmo definire un algoritomo Distributed Ledger Technologies
(DLT), o comunemente conosciuto come Blockchain. Nel 1991, a
seguito del default finanziario della Federconsonzi, e la conseguente
entrata in liquidazione coatta amministrativa di molti Consorzi
Agrari Provinciali, si avviararono processi di efficientamento,
adottando le tecnologie informatiche per ottimizzare. Obbiettivo era
la riduzione dei costi di trasporto e facchinaggio, del valore di
diverse decine di miliardi di lire, causati da informazioni cartacee
distribuite inefficientemente tra le sedi periferiche, e dalla, non
trascurabile collusione di alcuni funzionari con i fornitori di
servizi di trasporto e facchinaggio. Come oggi, anche a 30 anni fa
era prioritaria la piena valorizzazione delle risorse, oggi legate
alla criticità derivante dalla globalizzazione ed alla enorme mole
di dati, anche se supportati da potenze di calcolo, di archiviazione
e di banda, miliardi di volte superiori. Lo scenario del 1990 era:
sistema centrale S36, con unità di archiviazione composte da Hard
Disk di qualche centinaio di Megabyte e sistemi a nastro (pizze),
periferia dotabile di PC con decine di Megabytye, ma, maggiore
criticità, la interconnessione, attraverso accoppiatori acustici su
linee telefoniche che, nelle aree più remote, rendevano difficoltose
anche le comunicazioni verbali, a causa di fortissimi rumori di fondo
(fruscii). Quindi, il progetto prevedeva:
distribuzione
degli archivi sulla rete di PC e Sistema centrale;
trasferimento
di dati parziali tra le sedi;
protocolli
di sicurezza per l'accesso;
criptazione
delle informazioni;
protocolli
di verifica sulla corettezza dei dati trasmessi;
verifica,
in rete, della univocità delle transazione e la certificazione
della localizzazione della merce;
frammentazione
in blocchi, integrati nei record della merce e delle attività ad
essa connesse, archiviata nei singoli luoghi e trasmessa
parzialmente durante le attività di movimentazione, la cui
ricostruzione permetteva la rigenerazione della tracciabilità.
Un
sistema che ha permesso di efficientare la disponibilità di merce
per gli agricoltori locali, e produrre un risparmio medio annuo di
oltre un miliardo, delle vecchie lire, a fronte di un investimento
circa 600 milioni.
Un
algoritmo di Blockchain, se non il primo, creato per generare
efficienza ed innovazione, e non speculazione.
Oggi,
dopo l'uso speculativo, legato alla finanza, si sta riscoprendo il
potenziale di un modello a supporto dell'efficienza e lo sviluppo.
Negli
USA, ma seguiti a ruota Svezia, Olanda e Regno Unito, stanno
applicando il modello del blockchain alle transazioni immobiliari e,
il
parlamento del Nevada
che, nel 2017, ha
approvato una legge per liberalizzare completamente il blockchain. In
particolare l'articolo 13:
impedisce
alle autorità locali di imporre qualsiasi tassa sul blockchain o
sugli smart contract;
impedisce
di richiedere qualsiasi forma di licenza per l'uso del blockchain o
degli smart contract;
impedisce
di fare qualsiasi altra richiesta sull'uso del blockchain.
Anche
il governo italiano sta affrontando il tema, in chiave “OPPORTUNITA'
di SVILUPPO”, creando una specifica commissione, basata su premesse
di assoluta condivisibilità:
*************************************
1.
PREMESSA
Per
Distributed
Ledger Technologies,
(di seguito anche DLT),
che possiamo rendere in italiano con “Tecnologie basate su registri
distribuiti”, si intendono le tecnologie e i protocolli informatici
che usano un registro condiviso, distribuito, replicabile,
decentralizzato, crittografato, che consente di validare, archiviare
e aggiornare dati non alterabili e non modificabili, protetti da
crittografia, verificabili da ciascun partecipante. Le DLT
necessitano di una rete peer-to-peer
idonea
a gestire la raccolta del consenso tra i vari nodi del registro e
l’approvazione delle operazioni che avvengono sullo stesso.
La
blockchain
è
il protocollo più noto utilizzato per la memorizzazione permanente
del consenso su un registro distribuito. Nato come protocollo di base
del Bitcoin,
la più nota tra le criptovalute, la blockchain
si
è presto affrancata dalla mera applicazione finanziaria e risulta
adattabile a molteplici necessità, pubbliche e private.
La
blockchain
si
basa sul superamento del c.d. middleman,
ovvero i soggetti che, a qualsiasi titolo, hanno il potere di
validare determinate transazioni, scambi, registri. Tale tecnologia
mira a creare un meccanismo di consenso basato sulla crittografia che
permette, a tutti i partecipanti alla rete, di poter confidare nella
legittimità di una determinata transazione, senza la necessità che
la stessa sia, in qualche modo, validata da qualsivoglia soggetto.
Negli
ultimi anni sono state avviate molteplici sperimentazioni a livello
globale che hanno visto l’applicazione del protocollo in parola in
diversi settori. La blockchain
può
essere utilizzata, infatti, per la gestione di documenti pubblici o
privati (passaporti, certificati anagrafici) o di registri
(aziendali, personale, scolastico), per la riscossione delle imposte,
per automatizzare rapporti contrattuali attraverso l’utilizzo dei
c.d. smart
contracts,
per la tracciabilità trasparente di fondi privati o pubblici, per le
certificazioni di origine e la tracciabilità di determinati prodotti
ma anche per la gestione di identità digitali e la fruizione di
servizi di e-government.
Nel
tempo questa tecnologia emergente ha attirato l’attenzione di
legislatori e regolatori a livello globale.
Il
Parlamento europeo già nel 2016 riconosceva le immense potenzialità
delle tecnologie basate su registri distribuiti nella Risoluzione
(2016/2007(INI)) 1 osservando come tali tecnologie siano in grado di
“accelerare,
decentrare, automatizzare e standardizzare i processi basati sui dati
a un costo inferiore (…) potrebbe consentire grandi innovazioni in
termini di efficienza, rapidità e resilienza, creando però, al
contempo, nuove sfide dal punto di vista della regolamentazione; (..)
sottolinea inoltre che la DLT potrebbe essere utilizzata per
aumentare la condivisione di dati, la trasparenza e la fiducia non
solo tra il governo e i cittadini, ma anche tra gli operatori del
settore privato e i clienti”.
La
Commissione europea il 10 aprile 2018 ha anche promosso una
partnership
europea
sul tema, nonché istituito un Osservatorio e un forum europeo per
monitorare le iniziative nazionali, gli sviluppi e i risultati
raggiunti da questi e lo scambio di best
practices che
possano ispirare un approccio europeo2.
Attraverso
la partnership,
cui
il Governo italiano ha aderito il 27 settembre 2018 su iniziativa del
Ministro Luigi Di Maio, la Commissione europea intende consolidare il
ruolo di imprese, attori pubblici e centri di ricerca europei nello
sviluppo di questa tecnologia nella consapevolezza che “l’Europa
si trova nelle condizioni adatte ad assumere un ruolo guida globale
nello sviluppo e nelle applicazioni della blockchain e delle
tecnologie basate su registri distribuiti, le quali possono cambiare
il modo in cui cittadini e organizzazioni collaborano, condividono
informazioni, eseguono transazioni, organizzano e forniscono
servizi.”
L’Italia
non può essere da meno e deve rivestire un ruolo propulsivo nel
dibattito in corso a livello europeo e globale. Le tecnologie DLT e
la blockchain,
in particolare, stanno diventando sempre più centrali nello sviluppo
del digitale tanto a livello di iniziativa privata, quanto nel
settore pubblico, e l’Italia deve saperne sfruttare la rilevanza
strategica e promuoverne la ricerca e lo sviluppo.
DLT
e blockchain,
nello scenario della quarta rivoluzione industriale, stanno attirando
investimenti significativi a livello globale e proponendo questioni
regolatorie particolarmente rilevanti. Per consentire all’Italia di
avere un ruolo trainante nello sviluppo di questi settori e rendere
il nostro Paese protagonista del cambiamento, è necessaria una
compiuta analisi del fenomeno, del potenziale competitivo
dell’industria italiana e valorizzare le best
practices esistenti,
attraverso l’elaborazione di una Strategia Nazionale sulle
Tecnologie basate su Registri Distribuiti (di seguito anche Strategia
Nazionale Blockchain).
Le
tecnologie ICT, tra le quali la blockchain, devono divenire il volano
per la crescita dell'Italia, abbatendo il principale ostacolo
dell'individualismo ed isolamento, che deve essere contrapposto da
una cultura della crescita sinergica. Una cultura che deve essere
trasmessa alle PMI dai consulenti, associazioni di categoria e
pubblica amministrazione, coinvolgendo, o creando le figure
necessarie:
Le
tecnologie ICT sono oggi accessibili ai più, i giga che costavano
diversi miliardi, e migliaia di metri quadri, oggi costano pochi euro
e contenuti in centimetri quadrati, ma anche le infrastrutture
trasmissive permettono di sviluppare Business Model con costi
sostenibili, anche fruendo dell'innovazione e delle tecnologie di
grandi player com Cisco. L'integrazione della BLOCKCHAIN con
l'ARTIFICIAL INTELLIGENCE, con la BIG DATA ANALYSIS e le piattaforme
CLOUD, può rivoluzionare i modelli organizzativi e di business,
valorizzando le eccellenze della competenza e della creatività degli
italiani, che da millenni hanno condotto all'innovazione l'intera
umanità.
Le
tecnologie possono supportare, con estrema efficienza, le
interconnessioni tra soggetti operanti in filiere, favorendo un
solido matching tra aziende, non mero marketing, ma basato
sull'integrazione di competenze eccellenti, che con la
digitalizzazione hanno avviato il processo d'innovazione e di
apertura verso la trasparenza.
Innovazione
e sviluppo che potranno essere applicati a tutti i settori economici, ma
anche sociali, dalla sanità, all'amministrazione pubblica,
all'agricoltura ed alimentazione, alla manifattura, alla sicurezza,
ecc.
Sviluppo
di innovazione in modalità innovativa, creando sinergie nella
condivisione attraverso la creazione di incubatori territoriali o
tematici.
Innovazione
in modalità “AGILE”, senza l'applicazione di modelli
prestrutturati che impedirebbero la reale innovazione. Come per
l'ICT, anche le principali aziende mondiali, operano in regime di
continua “Sperimentazione”, strettamente legata a skills più
complessi che, come ha dichiarato il dr. Ciccolini, CIO di Whirlpool,
occorrono competenze multiple (di business e di ICT). Un processo
d'innovazione che deve nascere dal capitale umano, come dichiarato da
AXA, in cui il coordinamento dei processi d'innovazione è affidato
alla responsabile Human Resources.
Occorre
recuperare, per l'intera umanità, il gap generato da oltre quattro
secoli di mancata innovazione, a cui non è corrisposto un fermo
demografico e di sfruttamento dell'ambiente.
Occorre
andare “OLTRE l'AGILE”,
distruggere per costruire e costruire dalla distruzione, non
certamente l'ambiente ma i modelli. Avere il coraggio di
adattarsi al modello con cui il nostro universo è nato e si evolve,
dal Big Bang, e di cui sappiamo ancora poco. Modelli in continua
evoluzione, difficilmente regolamentabili a priori, che necessitano
di sperimentazione e rapidi adattamenti, che sovrappongono a regole
standardizzate prodotte dalle Università a Cultura della
sperimentazione ed Innovazione, che si rigenerano parallelamente
all'evoluzione e rigenerazione dell'ambiente che ci circonda,
altrimenti corriamo il rischio di finire come i Grandi Dinosauri, che
pensavano di dominare l'Universo a loro conosciuto, o, più
recentemente, i popoli dell'Isola di Pasqua.
L'Italia,
come il resto del Mondo, hanno quanto necessario, anche il supporto
di risorse pubbliche, per cui restare al palo non può che essere una
scelta legata a limiti culturali.
La
genialità italiana è spesso imbrigliata da problematiche legate
alla soluzione di problemi immediati, costringendo l'imprenditore a
trascurare il futuro delle propria azienda. La burocrazia e la
limitata disponibilità di risorse finanziarie ne divengono il colpo
di grazia.
Spesso
eccellenti idee, anche sogni utopici, restano chiusi nei cassetti di
geniali imprenditori, anche se è questo che ha fatto grande gli
italiani e da quei "sogni" sono nate oltre l'80% delle
tecnologie che utilizziamo.
Un
passato che può riemergere, come dimostrato ampiamente da coloro che
innovano e da eccellenti start-up italiane, o anche dai nostri vicini
europei.
Horizon
2020 è un'opportunità per lo sviluppo dell'azienda e, grazie al
supporto delle Università, del governo Italiano e della Spyn System
di Bruxelles, è possibile individuare i necessari partner e definire
correttamente il progetto per la Commissione Europea, senza costi e
valorizzando le risorse aziendali sin dalle prime fasi.
Lo
strumento permette, agevolmente, fino a 2,5 milioni di euro.
L'obiettivo
della Commissione Europea e' finalizzato al risveglio delle PMI verso
l'innovazione e la ricerca, permettendo l'approntamento di un chiaro
progetto basato su idee che giacerebbero nel cassetto dei sogni
imprenditoriali, le cui attivita' iniziali saranno svolte presso le
strutture esistenti e, quelle successive, presso la sede del soggetto
indicato o in altra area dell'UE, anche in sinergia con altri
soggetti giuridici.
Avviare
un concreto progetto di ricerca, producendo una concreta
documentazione, è il mezzo per valutare concretamente la
sostenibilità delle idee e poter attingere anche a finanziamenti
privati, in tavoli italiani ed internazionali.
APPROFITTA
DELL'OPPORTUNITA' PER FAR CRESCERE LA TUA AZIENDA E GARANTIRE IL SUO
FUTURO.
Giunti alla fase 2 i
progetti Interreg, con l'avvio dei laboratori. Nel laboratorio
organizzato dall'Italia (Varese 28 marzo) il nostro
progetto SHH@H,
ed in quello di Manno – Lugano, del 6 aprile, i progetti SAAB e BOSCHI 4.0.
Gli enti erogatori
hanno presentato i risultati, precisando che su questo bando è
stato stanziato l'80% del totale previsto per il quinquennio.
Nell'occasione si sono avviate le attività di fusione, tra i
progetti presentati, per integrarli e renderli organici con gli
obbiettivi prefissi dai 5 assi di Interreg ITA-CH.
Il Laboratorio della
Sostenibilità, promotore dei progetti SHH@H
(Social Housing Healt at Home), SAAB (Sistemi Automatici di
Alimentazione per il Benessere) e BOSCHI 4.0 (gestione e manutenzione
di aree verdi pubbliche e private), è fortemente impegnato nelle
attività di integrazione, di partner e di progetti, con l'obiettivo
di sviluppare i progetti presentati verso modelli d'eccellenza e con
ricadute importanti per i territori, le amministrazioni, le
università e le aziende, avviando le basi per ulteriori opportunità
di ricerca, industriali e commerciali
Dalla presentazione,
nel settembre 2016, sono intervenute ulteriori importanti
aggregazioni, sia attraverso la diretta partecipazione che attraverso
il supporto al Laboratorio della Sostenibilità.
SHH@H
il
progetto ha l’obiettivo di applicare le tecnologie che hanno dato
vita al progetto
Healt@Home
(H@H), nato dalla società promotrice e basato sulle ricerche
condotte dal
prof.
Piano ed oggetto dei corsi universitari di Domotica e del libro da
esso scritto (Energie
Rinnovabili
e Domotica), per efficientare un edificio e migliorare la qualità
della vita dei
suoi
utenti, anche attraverso l’integrazione di tecnologie sanitarie,
connesse a centri
specialistici
e strutture ospedaliere
PARTNER
IGECO, Cooperativa
sociale ABITARE, Futura Green-Tech, FaroMedia, Mediaconsult SA
con il supporto
tecnologico delle Università italiane partner del Laboratorio
il progetto è
correlato alla realizzazione dell'edificio sperimentale nel Ticino
(in parte dedicato ad incubatore di società italiane) ed ad un
progetto, in fase di definizione, di edifici residenziali e di
incubazione su San Marino.
Inoltre,
la stessa tecnologia, basata su pareti prodotte con stampa 3D, e rese
intelligenti dall'integrazione di tecnologie BACS (Building
Automation and Control System), energetiche e medicali, sarà
applicata in aree particolarmente interessanti italiane, in cui
saranno realizzati villaggi dotati di strutture di wellness ed aree
di ristoro. Nelle cui aree di ristoro verranno serviti piatti e vini,
valorizzando la qualità di prodotti locali e biologici ed eccellenti
vini, accuratamente selezionati da esperti sommelier ed abbinati ad
un'alimentazione tradizionale e sana, riesumando le reali ricette
dell'antica cucina italiana, precedenti alla revisione da parte di
colui che è ritenuto il padre della cucina "MODERNA"
Pellegrino Artusi (1820 – 1911).
Il
BIM (Business Information Modelling), l'ERP ed il CRM, usati nel
progetto saranno alla base di un progetto di Innovazione per reti di
qualificate imprese che operano nei servizi (edili, impiantistici,
manutentivi, amministrativi, efficientamento, ecc.) per condomini.
Tematiche
che verranno divulgate sui territori svizzero ed italiano sia dai
partner che attraverso convegni, nonchè attraverso il mio prossimo
libro edito da FrancoAngeli
SAAB
Il
progetto ha l’obiettivo di mettere a punto una macchina per la
produzione e distribuzione
di
piatti caldi, basati sul riso, che contengano il corretto mix di
alimenti per una corretta
alimentazione,
compatibili con specifiche esigenze alimentari o regimi alimentari
personalizzati.
La macchina utilizzerà prodotti qualitativamente selezionati che
verranno
trasformati
in pasti equilibratamente corretti in relazione a specifiche
esigenze, attraverso
un
processo di preparazione che ne valorizzi le caratteristiche ed il
gusto. I prototipi
saranno
installati in strutture sanitarie e mense scolastiche.
PARTNER
Futura
Green Tech, Mediaconsult SA, FaroMedia, Sommelier dell'AIS, unità
nutrizionali e fisioterapeutiche del Cardiocentro-Univ.di Zurigo,
Conbio gruppo Granarolo, Marchesato degli Aleramici, EcoArea
Il
progetto si pone l'obbiettivo di risolvere, efficientemente ed
efficacemente, l'evoluzione sociale del mondo in cui viviamo, con
tempi e materie prime, spesso incompatibili con una sana
alimentazione, per cui emerge la necessità di reinventare una nuova
cucina che riesumi le ricette dei nostri antenati, basati su millenni
di esperienza umana, nel pieno rispetto dell'ambiente del corpo
umano.
Difatti,
l'alimentazione, a seguito di un incremento del benessere, spesso
riservato a pochi, è stata stravolta per migliorarne il "gusto",
con danni per quella perfetta macchina progettata e realizza da Madre
Natura, il corpo umano. Questa rivoluzione non poteva che essere
stata avviata in uno dei territtori più ricchi del Basso Medioevo,
lo Stato Pontificio, da Pellegrino Artusi, nella metà del 18"
secolo, che è ritenuto il padre della cucina moderna.
Nello
spirito di "Mangiar Sano con Gusto" è fondamentale il
supporto al progetto dei Sommelier dell'AIS, esperti del
Cardiocentro, impegnati
nella ricerca., e le competenze alimentari,
nonchè vegane, di CONBIO, gruppo Granarolo (il maggior gruppo
alimentare privato italiano).
Il
progetto, dopo un'accurata ricerca sulle tradizionali ed eccellenti
ricette tradizionali, avviata da quattro anni, vedrà la validazione, ed
integrazione, da parte degli esperti del Cardiocentro, che da anni,
con le Università di Zurigo, Università italiane e CNR, ed
Università di altri Paesi, impegnati nello studio e sperimentazione
degli effetti dell'alimentazione sul corpo umano, parallelamente alla
ricerca sulla nuova frontiera della medicina, la Medicina Cellulare.
Il
supporto dei tecnici del Cardiocentro sarà ulteriormente integrato
dalla definizione di specifiche attività fisiche, finalizzate al
benessere cardiocircolatorio, che influiranno sugli algoritmi (leggi
ricette) e conseguentemente saranno specificatamente adeguate al
fabbisogno del singolo utente in relazione a sue specificità dettate
da esigenze e problematiche specifiche (diabete, allergie,
intolleranze, individuali indicazioni nutrizionali, anche tratte da
analisi dell'omega 3, dell'omega 6 e vitamine).
Il
supporto dei tecnici del gruppo Granarolo, con la pluridecennale
esperienza nell'alimentazione, anche vegana e Bio, permetteranno di
selezionare le migliori ricette, anche in relazione all'efficienza
degli impianti tecnologici di produzione, nonchè le alternative
Vegane, prive di proteine animali.
Ma
anche i sommelier apporteranno il loro know how nella definizione
delle ricette per una perfetta abbinabilità di vini artigianali, che
al gusto coniugherà l'apporto delle pregiate sostanze contenute in
un buon vino, anch'essi coinvolti nello sviluppo di una rete
d'eccellenze italiane, coinvolti nelle aree di ristoro, ove sarà
possibile degustarli,
Carbonara di lambascioni
Riso al Gronco
Analisi ed abbinamento cibo vino
Tzatziki cold rice
Anche
queste tematiche saranno divulgate sui territori svizzero ed italiano
sia dai partner che attraverso convegni, nonchè attraverso il mio
prossimo libro edito da FrancoAngeli
BOSCHI
4.0
Il
progetto ha l’obiettivo di realizzare un sistema di controllo e
prevenzione delle aree
boschive,
anche insediando impianti per la coltivazione di piante autoctone. Il sistema sarà basato su un impianto di monitoraggio di precisione, attraverso
sensori installati
nell’area e su droni.
anche
questo progetto, per i suoi servizi e tecnologie, sarà integrato
negli sviluppi futuri dei due precedenti progetti, per il
monitoraggio delle aree, delle strutture degli edifici e dei
quartieri nati da SHHH@H e dalla ricerca
sulle Intelligent Wall
INNOVAZIONE,
ECCELLENZA E SVILUPPO GENERATE DALLA SINERGIA, SIA PER LA QUALITA'
DEI PROGETTI CHE PER LA CRESCITA DEGLI ATTORI COINVOLTI